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giovedì 10 maggio 2018

Scienza spicciola: nella birra ci sono ormoni femminili!

5/10/2018
Davung Keud (si legge Koid!)
all'ombra dell'erba morella,
dopo averla calpestata
brutalmente
Sono solito utilizzare questo mio spazio personale esclusivamente per le mie considerazioni, anche perché difficilmente trovo argomenti interessanti che non scaturiscano dalla mia mente... Ebbene, questa volta voglio fare un'eccezione: un mio carissimo amico che lavora in un noto laboratorio scientifico d’oltralpe mi ha fatto pervenire i risultati dei suoi studi circa la presenza di ormoni femminili all’interno della birra. Senza dilungarci più del dovuto, passiamo dunque alla trattazione dell’esperimento, attraverso il quale è stato possibile confermare l’ipotesi, e alla relativa interpretazione dei risultati...

IPOTESI: la birra contiene una grossa quantità di ormoni femminili.

ESPERIMENTO: per verificarlo è stato utilizzato un campione di 50 individui di sesso maschile di età compresa tra i 18 e i 35 anni; al campione sono state quindi offerte un totale di 20 birre medie a testa, da consumarsi nell’arco di 24 ore. A somministrazione avvenuta, si è quindi riscontrato che:

a) praticamente tutti e 50 gli individui che componevano il campione erano ingrassati.
b) molti individui del campione parlavano moltissimo, ma senza dire nulla.
c) tutti e 50 gli individui del campione avevano evidenti difficoltà nella guida.
d) la maggior parte del campione non era in grado di compiere ragionamenti di qualsiasi tipo, anche i più semplici.
e) ciò nonostante, tutti e 50 gli individui del campione insistevano nell’avere comunque ragione su tutto, anche se l’evidenza dimostrava ampiamente il contrario.
f) in più, praticamente tutto il campione faceva pipì ogni 5 minuti, per giunta in compagnia.

TESI: senza aggiungere altro, è a questo punto inconfutabile che la birra contiene al suo interno ormoni femminili.



Questo qui non farebbe tanto il figo in questo modo, se soltanto sapesse cosa contiene in realtà la birra!









martedì 10 febbraio 2015

Daving Keud: Sulla Genesi e sulle Valigie

Davung Keud (si legge Koid!)
all'ombra della nephroma
arctica dopo averla irrigata ben benino
Tempo fa mi trovavo su un treno diretto a Vienna, città in cui ero atteso per una conferenza sul mio ultimo libro, "Estradizione dell'Io interiore: una chiave interpretativa ai risultati delle partite in rete a Quake III Arena e affini": in pratica un volume di 1.800 pagine in cui, attraverso i valori sopra riportati, sono in grado di estrapolare con facilità estrema dati inerenti la sessualità e la storia personale delle persone esaminate. Ma non è di questo che volevo parlarvi: sul treno di cui sopra mi capitò di ascoltare un gruppo di studenti raccontare la seguente barzelletta sull'origine della donna, che suonava più o meno così:
L'uomo, dopo essere stato creato da Dio, svolazzava tranquillo e beato per il paradiso terrestre. Mangiava la frutta, faceva il bagno, si abbronzava al sole, si dilettava con il canto dei fringuelli... Dopo un po' però incominciò a sentirsi solo. Per questo motivo si recò da Dio e gli disse: "tutto quello che mi hai dato è meraviglioso, ma io mi sento un po' solo!". Dio gli rispose: "oggi mi sento particolarmente buono, perciò ti farò un regalo: creerò per te l'essere meraviglioso per eccellenza: farà l'amore con te tutte le volte che tu lo vorrai, ti ubbidirà senza discutere, ti cucinerà cibi succulenti, non avrà mai il mal di testa e così via... Per crearlo ho tuttavia bisogno di una parte del tuo corpo...". L'uomo, esterrefatto da una descrizione così meravigliosa ma tuttavia sospettoso, domandò allora a Dio: "ciò che mi dici è fantastico, ma quanto mi costerà tutto questo?". Dio rispose: "mah, ad occhio direi che ti costerà un polmone, una gamba, un occhio e un orecchio!". L'uomo, dopo una lunga riflessione, ribatté: "senti, ma in cambio di una costola che cosa mi daresti?".
Poveri e stolti studentelli, si vede proprio che sono giovani... Negli ultimi anni della mia vita mi sono infatti dedicato (part-time) a comprendere uno dei più grandi misteri ancora irrisolti, come si è originata la donna e di conseguenza l'uomo... Sì, perché secondo le mie teorie, non è stato l'uomo ad essere creato per primo... Seguite i miei ragionamenti e scoprirete anche voi la cruda realtà. Voglio sottolineare che le mie elucubrazioni, oltre che a rifarsi ad una particolare chiave di lettura della Bibbia, sono basate anche (anzi, soprattutto) su esperienze autobiografiche.
Ebbene, Dio, deciso a creare una creatura a sua immagine e somiglianza, originò la donna e la pose in un luogo bellissimo, il paradiso terrestre di cui si parlava anche prima... La donna cominciò ad andare in giro per il paradiso terrestre mangiando ogni tipo di leccornia, ma poi si accorse che il troppo mangiare la faceva ingrassare e così creò la dieta. Dopo un po' si rese conto che era decisamente noioso vagare senza un obiettivo preciso e domandò a Dio qualcosa da potersi portare in giro. Dio allora creò la valigia e la donò alla donna. Nuove donne vennero originate, tutte che se ne andavano in giro per il paradiso terrestre con le loro valigie. Miliardi di anni dopo, una donna particolarmente perspicace obiettò che trasportare le valigie era certamente bello, ma lo sarebbe stato sicuramente di più se le stesse avessero contenuto qualcosa. Dio creò così le boutiques, i negozi di trucchi e i mercatini. Dal momento che il paradiso terrestre era troppo piccolo per contenerli, li trasferì sul pianeta terra. Le donne incominciarono così a riempire le loro valigie con tutto quello che capitava loro sottomano. Si accorsero però ben presto che così facendo il loro fardello era troppo pesante per essere trasportato. Non volendo assolutamente rinunciare a quella cuccagna, le donne si fecero forza e domandarono a Dio di creare qualcosa che potesse seguirle nei viaggi, facendosi carico delle loro quintalate di valigie... Dio propose di creare Brad Pitt utilizzando il contenuto di tutte le valigie, ma le donne non vollero. Alla fine si decise di originare tutti gli uomini della terra servendosi del manico di una valigia rotta. Ce n'è abbastanza per rattristarsi per migliaia di anni, non trovate?

Un intero capitolo della genesi va riscritto
in funzione delle moderne valigie…

Dopo aver letto le nostre sconcertanti rivelazioni,
Peter Molyneux ha dichiarato: "se
soltanto lo avessimo saputo prima…"

mercoledì 7 gennaio 2015

L'angolo della filosofia spicciola: l'ora di tutti gli orologi

1/07/2015
La filosofia spicciola è una disciplina metafisica che cerca di apportare i propri ragionamenti alla vita di tutti i giorni, senza comunque rinunciare al concetto base di tutta la filosofia in genere, ovvero l’onanismo mentale. Se siete rimasti stupiti, increduli, scettici, sconvolti dal precedente appuntamento con questa rubrica che, per la cronaca, svelava il paradosso cosmico che differenzia un’immagine riflessa nello specchio da una fotografia, proseguite pure la lettura, ho qui per voi una chicca senza pari... Chi non ha mai visto, per lo meno di sfuggita, una pubblicità di un orologio a lancette? Direi praticamente nessuno... Ordunque, vi siete mai accorti di un particolare che, bene o male, è sempre presente in modo inquietante? No, non mi sto riferendo alle lancette, bensì all’ora da queste formata che, nel 99% dei casi, risulta essere le 10:10... Non ci credete? Provate pure a dare un’occhiata alle immagini qui riportate, ricavate da diverse pubblicità... Convinti adesso? Questo presupposto da luogo ad interrogativi ancora più inquietanti: prima di tutto, perché mai proprio le 10:10? Perché non, ad esempio, l’1:50? Una risposta la si potrebbe pure trovare: solitamente il logo della marca compare sulla traiettoria delle 12:00, quindi per non oscurarlo, è per lo meno necessario posizionare le lancette altrove... Una persona dotata di un gusto estetico particolarmente raffinato potrebbe anche argomentare la scelta come una naturale disposizione esteticamente gratificante. E per quale astruso motivo la lancetta dei secondi, quando presente, non si trova mai sulle 3? Beh, per non oscurare un possibile datario, ma anche perché un sovraffollamento di lancette in una zona del quadrante non sarebbe, sempre per i motivi di cui sopra, appagante... Ma come la mettiamo poi con i fotografi? Secondo voi spostano le lancette manualmente o tutte le foto che troviamo sulle riviste vengono scattate sempre e comunque alle 10:10? E in caso affermativo, esiste un metodo per determinare il fuso orario utilizzato? Saranno poi le 10:10 di mattina o le 10:10 di sera? È importante anche considerare un’eventuale spostamento di un ora in avanti o indietro a causa dell'ora legale? C’entrerà il quarto d’ora accademico con tutto questo?



Davung Keud (si legge Koid!), filosofo incompreso, all’ombra delle felci dopo averle asportate dallo stagno

martedì 6 gennaio 2015

L'angolo della paranoia spicciola

1/06/2015
Sicuramente ricorderete la mia sensazionale scoperta sull'esistenza della macchina del tempo. Per rinfrescarvi la memoria ne riassumo qui i contenuti: i parchimetri non sono dei parchimetri ma delle macchine del tempo, in grado di far fare un balzo temporale in avanti a tutto l'universo non appena qualcuno ne utilizza uno; se ne deduce che se non ci fossero i parchimetri l'uomo vivrebbe certamente milioni di anni; visto che comunque l'uomo ha sempre vissuto non più di 100 anni, e un po' lo stesso vale per tutte le specie animali e vegetali conosciute, con una brillante analisi introspettiva sono riuscito a comprendere l'atroce verità: quando i parchimetri ancora non esistevano sul nostro pianeta, esistevano altrove (altrimenti l'invecchiamento precoce della materia organica dalle origini della vita non troverebbe giustificazione). Quindi, con una seconda deduzione che ha dell'incredibile, ho finalmente dimostrato che gli alieni esistono di certo: chi li avrebbe costruiti i parchimetri, quando ancora l'uomo non esisteva? Perché è palese che si tratti di artefatti. Da tutto ciò generavo l'ultima delle mie deduzioni: l'amico più stretto del parchimetro/macchina del tempo è il vigile. Visto che i parchimetri, come ho dimostrato, esistevano prima dell'uomo, anche in altri luoghi, allora è comprensibile pensare che esistessero anche i vigili. I vigili quindi potrebbero essere un mezzo nelle mani di forme di vita extraterrestri per controllarci.
Qualcuno di voi forse allora mi avrà giudicato come il visionario della situazione, il Fox Molder dei poveri. Beh, molti degli scettici sicuramente si ricrederanno, visto che ho un'ulteriore prova a conferma della mia tesi: una potentissima organizzazione segreta, il cui nome non è ancora trapelato, si sta muovendo nell'ombra, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica che i vigili non sono nostri amici, anzi... Una specie di prima mossa, per preparare l'umanità a fronteggiare una possibile invasione aliena. Come lo sta facendo? Con il più occulto dei metodi: con la pubblicità! Per rendersene conto è necessario analizzare un arco di tempo di circa 10 anni: ricordate per esempio la pubblicità del grande pennello Cinghiale? Lì il vigile non applicava nessuna multa al povero tapino che si trasportava un pennello grande intralciando il traffico. Si limitava ad indicargli la giusta direzione: "per una parete grande non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello". All'interno di questa frase si racchiude un messaggio chiarissimo: i vigili sono tuoi amici, quando non sai cosa fare, loro ti svelano la verità. E se sbagli, ti perdonano.
È probabile che qualcuno dieci anni fa volesse in qualche modo che noi ci fidassimo dei vigili, forse un'altra organizzazione segreta favorevole ad un'invasione aliena. (o magari la stessa, che attualmente ha cambiato opinione) Oggi il messaggio trasmesso è ben differente, basta prendere in esame gli spot di Tantum Verde Nebulizzatore (quella con il vigile "soccorso" dalla famiglia Boccasana, che la ringrazia con una bella multa da 60 euro) e delle caramelle Menthos (in cui l'automobilista chiunque, all'ennesima contravvenzione, decide di dare una letterale lavata al vigile di turno). È chiaro che ora il messaggio è: i vigili in realtà sono infidi. Quale altra prova vi serve per aprire gli occhi?

(da The Games Machine, febbraio 2001)

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