venerdì 12 ottobre 2018

Mouse scagliati contro il muro: LE SOLUZIONI DI BOVABYTE!

10/12/2018
Visto che il buon Angelico Medaglia ha pensato a una soluzione per l'annoso problema dei mouse scagliati violentemente a terra negli impeti d'ira, ci siamo permessi di trovare anche noi un paio di suggerimenti – più facilmente – a portata di tutti. Eh sì, perché purtroppo "non importa se il problema è un bug nel software, non importa se il filesystem si è corrotto, non importa nemmeno se una ventola si è fermata o se è colpa di Bill Gates, a rimetterci la pelle (pardon, la plastichina) di solito è il mouse. Una vittima incolpevole e inconsapevole, le cui uniche colpe sono soltanto quella di aver perso il proprio filo grazie all'evoluzione tecnologica, e quella di essere il primo oggetto a portata di mano dell'adirato operatore". Ma una volta che avrete applicato uno o più dei nostri metodi, non capiterà più neanche a voi di scagliare violentemente il mouse in un impeto d'ira!

Fate ingrassare il “topo”


Avrete certamente notato che in commercio ci sono mouse di cui è possibile aumentare il peso. L'operazione di solito comporta l'aggiunta di piccoli pesi, nell'ordine di pochi grammi, all'interno di appositi vani. Noi, tuttavia, suggeriamo l'esatto opposto: incastonare il mouse in un solidissimo mattone, il più pesante che riuscite a trovare. Ciò ne renderà indiscutibilmente più problematico il decollo e, per di più, dopo un'intera settimana di lavoro vi verranno due bicipiti così. Altro che palestra!

Date valore ai vostri comandi


Vi costerà più o meno come venti stipendi tutti insieme, ma volete mettere il fascino kitch di un modding del genere? Prendete l'elettronica del vostro mouse e infilatela in un lingotto d'oro massiccio. Poi non vorrete più, per nessunissima ragione, separarvi dal vostro topolino. Non lo lascerete a più di un centimetro di distanza da voi, altro che scagliarlo lontano a portata di mano altrui!

Usate questo tappetino


Se funziona coi topi veri, figuriamoci se non deve funzionare anche per un aggeggio di plastica che, al massimo, sulla pancia ha una rotellina! Il funzionamento è semplice: aprite il foglio con la parte collosa rivolta verso l'alto, ci appoggiate sopra il mouse e poi lo afferrante, avendo cura di appoggiare sulla superficie appiccicosa anche il vostro polso. Dopodiché, ve lo assicuriamo, non avrete più modo di scagliare lontano alcunché. Forse, però, è meglio che sostituiate il mouse con una trackball, se intendete andare avanti a usare il computer come si deve...

Fido

Fin dalla preistoria, quando nacque il sodalizio con l'uomo cacciatore, il cane è sempre stato il nostro migliore alleato. Non si vede quindi perché non debba esserlo anche per l'informatico iracondo. Insegnate al cane ad afferrare gli oggetti al volo e tenetelo sempre al vostro cospetto. Non solo lo farete più felice, ma salverà la pellaccia (pardon, la plastichina) al vostro mouse un sacco di volte! Certo, ve lo riporterà un po' “condito”, ma non sarà certo un po' di bava a mettere in forse il vostro amore per gli animali, o no!?

Il mouse dell'inventore: SI TRASFORMA IN UN RATTO MISSILE

10/12/2018
Lavorare col computer, si sa, non è sempre facile. Non tanto per la difficoltà in sé di avere al proprio cospetto un collaboratore elettronico velocissimo, sì, ma stupido come un ferro da stiro un po' più evoluto, quanto per la micidiale capacità di quest'ultimo di smettere di funzionare – per motivi invariabilmente misteriosi – proprio nel momento del maggiore bisogno. E sapete qual è la periferica che di solito ne fa le spese? Non importa se il problema è un bug nel software, non importa se il filesystem si è corrotto, non importa nemmeno se una ventola si è fermata o se è colpa di Bill Gates, a rimetterci la pelle (pardon, la plastichina) di solito è il mouse. Una vittima incolpevole e inconsapevole, le cui uniche colpe sono soltanto quella di aver perso il proprio filo grazie all'evoluzione tecnologica, e quella di essere il primo oggetto a portata di mano dell'adirato operatore. Non si contano i mouse rottamati da improvvisati emuli di Nicola Vizzoni in preda a una crisi di nervi, sottoposti a un repentino decollo e destinati a un fragoroso schianto contro il muro antistante, sul pavimento o, nei casi più sfortunati e maggiormente scenografici, esattamente al centro dello schermo. Ebbene, questa strage di dispositivi innocenti è destinata a finire grazie al mio  incredibile...

MOUSE GIROSCOPICO A RETRO-RAZZI

Il mouse giroscopico a retro-razzi torna dal suo padrone come un fedele servitore, nonostante questi l'abbia scagliato contro il muro a velocità smodata
L'idea alla base di questo prodotto, di cui ho realizzato un mock-up che certamente farà piacere a una nota casa produttrice di origine svizzera, è tanto semplice nella sostanza quanto difficile (e straordinariamente costosa ndBovas) nella realizzazione, perché richiede uno studio approfondito nella miniaturizzazione delle parti. Fondamentalmente, si tratta di un mouse dotato di un giroscopio, di un accelerometro (e questo non dovrebbe essere difficile, c'è in ogni telefono ormai!) e di un paio di razzi propulsori collegati ad altrettante sfere basculanti, che ne consentono l'orientamento in base alla direzione da prendere. Il mouse, normalmente, funziona esattamente come tutti gli altri: basta spostarlo su un piano in tutte le direzioni perché trasmetta la sua posizione relativa al puntatore sullo schermo. L'accelerometro, tuttavia, tiene attentamente sott'occhio la velocità con cui viene mosso e, nel caso quest'ultima superasse abbondantemente le abitudini del proprietario, interverrebbe il giroscopio per calcolare la posizione relativa nello spazio a tre dimensioni: in caso di decolli, avvitamenti o cadute fuori programma, il mouse attiverebbe automaticamente i razzi che, sempre grazie al giroscopio e a una versione custome del programma per Android “Livella a Bolla”, cercherebbero di riportare lo sfortunato oggetto non soltanto a una posizione di equilibrio, ma anche sul tavolo dell'adirato utente (che ormai avrà sbollito la propria rabbia, e si sarà già preoccupato del costo di un nuovo mouse). Una futura e più costosa versione del mouse giroscopico a retro-razzi potrebbe anche includere un rilevatore GPS che, all'occorrenza, potrebbe riportare il mouse a casa, qualora l'utente fosse proprio arrabbiato nero e si fosse divertito a scagliarlo lontano servendosi di una fionda, di una catapulta o di un piccione viaggiatore. I problemi evidenziati con i primi prototipi riguardano la bassissima durata delle batterie e le dimensioni dei razzi propulsori, purtroppo non ottimali al di fuori di Brobdingnag. Per il momento, infatti, non è stato ancora possibile realizzare un prototipo più piccolo di 10 metri, e nemmeno vi diciamo quante pile AAA siano state necessarie per muoverlo di 10 centimetri! Ma io non desisto, e prima o poi riuscirò a vendere il brevetto di questa utilissima invenzione, osteggiato per il momento da tutti i produttori che vedrebbero diminuire le vendite per i “replacement” dei propri mouse (essì, è sicuramente tutta una congiura... ndBovas).

(segue con: Le soluzioni alternative di BovaByte!)


Il mouse giroscopico a retro-razzi si risolleva da una potenziale caduta. Un sistema a pane imburrato impedisce al mouse di cadere rivolto dalla parte sbagliata

A cura di Angelico Medaglia
Inventore incompreso (e semirincoglionito)

mercoledì 3 ottobre 2018

BovaByte vi spiega COME PULIRE A FONDO IL COMPUTER!

10/03/2018
Visto l'enorme successo riscontrato dalla nostra inchiesta sulle tastiere, e sui micidiali nemici dell'igiene che le abitano, abbiamo deciso di tornare con forza sull'argomento perché la salute è importante e, soprattutto, perché individuare la sporcizia senza fornire un buon metodo per rimuoverla, tutto sommato, è abbastanza inutile. Così noi Bovas ci siamo scervellati e siamo giunti alla conclusione che un modo perfetto per pulire il PC, purtroppo, non esiste, ma che in ogni caso potevamo segnalare degli ottimi tentativi. Eccoli qua:

IL MOCIO IMBEVUTO

Un metodo per pulire il computer ben benone, andando a rimuovere la polvere tra i cavi, consiste nello strizzare uno scopettone morbido nel case, non prima di averlo imbevuto in acqua e candeggina. Certo, dovrete attendere un po' di tempo prima di riaccendere il PC e, soprattutto, aver pregato in diciotto lingue tutte le divinità che conoscete che il computer funzioni ancora, ma del resto la salute non ha prezzo e la pulizia nemmeno.

L'ASPIRAPOLVERE SUPERPOSSENTE 


Un modo davvero radicale per eliminare dal computer la polvere e gli acari che se ne cibano, consiste in una bella passata con un potente aspirapolvere. Aprite il computer e adagiatelo sul pavimento, quindi assumete un'espressione ebete come la modella nella foto. Accendete l'aspirapolvere e passatelo ben bene tra le spire dei cavi e negli anfratti del case. Solo un consiglio: segnatevi dov'erano tutti i ponticelli e recuperateli dal sacchetto, o il computer difficilmente funzionerà come previsto.

IL GETTO LAVASTRADE


Quando la sporcizia è tanta e la polvere si è ormai incrostata, non c'è niente di meglio di un bel soffio di aria compressa da 200 atmosfere. Qualunque cosa volerà via dal case: pilucchi, briciole, nidi di ragno e bacarozzo, e anche qualche componente elettrico (ma state tranquilli: con tutti quelli che rimangono, il computer funzionerà lo stesso...). In assenza di un getto d'aria potente come quello delle municipalizzate, potete usare un compressore industriale.

LA SOLUZIONE AGRESTE


Se, come noi, abitate sulla riva di un fiume, questo sistema vi risulterà molto più agevole. Altrimenti potete ricorrere alla vasca da bagno e, se avete solo la doccia, potete sempre usare i servizi igienici del vicino. In ogni caso, questo metodo di pulizia consiste nell'immergere il computer nelle acque vive di un torrente di montagna, o di un fiume, o di un lago quando passa un motoscafo. L'immersione farà venire a galla i batteri e, se dovesse andarvi bene, potreste anche recuperare qualche insperata pepita d'oro. Ma farà anche decadere la garanzia. Del resto, che non sono metodi perfetti lo avevamo scritto, no?

L'ASSISTENTE PIACEVOLE

È il metodo più costoso, ma è anche quello che farà più piacere al vostro computer e, soprattutto, al relativo utente. Per metterlo in pratica occorre assumere una ragazza di bella presenza, meglio se di professione spogliarellista, e obbligarla a pulire il computer strusciandosi su di esso. Con un extra, è possibile che pulisca anche voi allo stesso modo. In ogni caso, non aspettatevi di cavarvela con poco.







giovedì 27 settembre 2018

BOVABYTE COMPIE TRENT'ANNI!

9/27/2018
Sembra davvero incredibile ma, per una strana coincidenza, in questi giorni si accavallano tre anniversari importantissimi: i 30 anni di The Games Machine (di cui vedete la splendida copertina, ulteriormente professionalizzata), i 20 anni di Google e... i TRENTA ANNI di BovaByte.


Fu infatti all'imbrunire di Settembre del 1988 che dalle menti malate di Paolo Besser e Davide Corrado nacque la fanzine di "BovaByte", due fogli graffettati, scritti e disegnati interamente a mano, che nonostante la prematura e ingloriosa fine del debutto, gettarono le basi per un radioso futuro da disagiati. In 30 anni la "prima rivista per chi di compiuters non ci capisce niente" ha fatto tantissima strada: dalla fanzine alle pagine di Zzap! prima e The Games Machine poi, con brevi comparsate altrove e perfino un diario scolastico, per poi approdare su Internet e, dopo una lunga pausa, nuovamente su The Games Machine. In questi anni abbiamo seguito l'evoluzione del mondo IT stupendoci, ogni volta, di come le stupidaggini che ci siamo inventati siano state poi realizzate veramente, neanche fossimo gli sceneggiatori di Star Trek. Abbiamo introdotto grandi e piccoli personaggi diventati iconici. Abbiamo asperso irornia a "professionalitàaaaa" su questo settore senza darci mai per vinti. E soprattutto abbiamo strappato tanti sorrisi a voi che, nonostante tutto, ci seguite ancora oggi.

Grazie, amici, per questo successo.

Poi passiamo a pagarvi.

Noi Bovas

L'angolo del sistemista: ECCO A VOI HUBZILLA

9/27/2018
Non so se è per l'estrema serietà e professionalità che devono mantenere con il settore commerciale (tutta finzione, ovviamente, altro che metodo Stanislaski! NdBovas) o per quale altra motivazione, ma i sistemisti UNIX sono davvero esseri bizzari se conosciuti nell'intimità: la loro maturità mentale, tanto per dirne una, è inversamente proporzionale al loro carisma informatico, ed è paragonabile a quella di un bambinetto grasso con le manine pacioccose di 5 o 6 anni! Ne è una prova il nostro simpatico Davide, il quale, per chi non lo sapesse, si è dedicato proprio a questa professione. Ma andiamo pure a vedere quale prezioso ammennicolo tecnologico il nostro prode eroe/mentecatto è andato a scegliere per questa recensione:

PORTE FIREWIRE NO PROBLEM, ECCO A VOI HUBZILLA!

Ebbene lo ammetto, non possiedo nemmeno una periferica firewire, il mio portatile e i miei server non supportano questo standard e in effetti non mi interessa nemmeno utilizzarlo. O meglio, non mi interessava prima di incappare in questa magnifica periferica, che oltre ad essere utile, è di per sé un oggetto profondamente inutile! Di cosa sto parlando? Ma semplice, di questo magnifico hub firewire a forma di dinosauro (ricorda molto da vicino Gozilla!). In pratica dopo averlo visto ho pianificato un upgrade totale del mio parco macchine per poterlo utilizzare!
Solo una parola lo può definire: bellissimo!


È grande, è forte… è Hubzilla, l’hub
firewire più smargiasso del mondo!

Caratteristiche principali:
- hub firewire a 4 porte
- zampe e coda si muovono!
- la bocca si accende quando è collegato alla porta firewire del vostro computer
- non richiede l'installazione di drivers
- protegge dagli sbalzi si tensione
- non morde
- non si ciba degli atri pupazzetti che avete sulla scrivania

UTILITÀ 3
INUTILITÀ 5
STUPIDITÀ 4
INVIDIA DEI COLLEGHI 5

GLOBALE 5
E si muove anche!

PRODUTTORE: Ditta Airons di Vigevano settore oggetti inutili
PREZZO: 100 EURO





A cura di
Davide Corrado
sistemista provetto

martedì 18 settembre 2018

Altro che datagate americano! IL PASTORE SUPEREROE INCOMPRESO

9/18/2018
A volte capitano cose che, di punto in bianco, spezzano tutti gli incantesimi e uccidono qualunque poesia. Un po' come quando si rivede un calciatore trent'anni dopo che si è ritirato dalla vita agonistica, o come quando i genitori sono costretti ad ammettere che Babbo Natale non esiste (Come sarebbe a dire “non esite!”? NdP) (Vieni, dobbiamo fare un discorso NdD), o come quando Ilona Staller appare in qualche talk show, così com'è oggi.
Il Pastore durante l'ordinaria pulizia dei suoi server
per il calcolo parallelo
Ecco, quelle cose così piccole, ma anche così crudamente reali che, quando ti ci trovi di fronte, non puoi provare altro che un po' di sana, immotivata, ma pur sempre momentanea costernazione. Così come credevamo che Andreotti fosse Highlander, per esempio, eravamo pure convinti che il Pastore avesse assoggettato alla sua lucida follia tutta la sua famiglia. Mai ci saremmo immaginati, invece, di assistere impotenti a una telefonata di fuoco con sua moglie, evidentemente inviperita per il continuo bighellonare del marito in quello stanzone putrido e freddo che lui stesso definisce “il mio antro”.
Dalla cornetta provenivano urla e cocenti rimproveri che il poveraccio, a fatica, dissimulava con dei sorrisetti di circostanza, ogni volta che qualcuno passava di là e rivolgeva lo sguardo nella sua direzione. Gli stessi sorrisi, per intenderci, che si fanno durante le riunioni di lavoro quando sopraggiunge un attacco di dissenteria. Alla fine della conversazione il nostro amabile pecoraio era così imbruttito, ma così imbruttito, che non lo vedevamo tanto imbruttito dai tempi del liceo, quando era la vittima designata di tutti i nostri scherzi più truci. “Le faccio vedere io le faccio – mormorava tra sé e sé, senza biascicare le vocali (cosa che capita solo ai più alti gradi di stress) – glielo faccio vedere io, chi è l'inutile! L'eroe più professionale del quartiere, ecco cosa diventerò!”.
Già ce lo immaginavamo nei panni di Super Pippa, una roba che pure Rat Man si sarebbe vergognato di prendersi come garzone, ma evidentemente indossare una calzamaglia non rientrava nel suo stile. I mesi passarono e così, pian pianino, ci dimenticammo sia dell'episodio, sia della sua sconcertante promessa.
Finché, all'improvviso, non accadde qualcosa di assolutamente inaspettato: il settimanale locale, invece di occuparsi come sempre dei pettegolezzi del quartiere, del ciclo vitale della pantegana strabica, del concorso estivo di miss piscina, dell'imperdibile concerto di qualche gruppetto sconosciuto o della sagra del pinzimonio, intitolava “cittadino modello sventa furto in appartamento”. E poi: “cittadino modello denuncia truffa ai danni della municipalizzata”. E ancora: “cittadino modello scopre un giro di finte modelle”. Tre settimane, tre clamorosi colpi inferti alla criminalità da un cittadino modello e, con nostro apocalittico incanto, questo cittadino modello era proprio il Pastore. Inutile dire che la cosa inizialmente ci abbia riempiti di orgoglio – Gianfranco D'Angelo, nella sua immortale imitazione di Pippo Baudo, avrebbe detto “lo abbiamo scoperto noi, il Pastore, lo abbiamo scoperto noi!” – ma poi, ragionando a mente fredda sulla situazione e soprattutto sull'individuo, giungemmo alla conclusione che qualcosa non quadrasse per niente. Dovevamo scoprire cosa fosse a tutti i costi.
E così, mentre le gesta del “cittadino modello” si facevano sempre più ardite, non potemmo non notare anche un'altra curiosa, ma incidentalmente sospetta mutazione del nostro alfiere del superfluo. Il Pastore che conoscevamo non parlava d'altro che di processori, server, schede video, benchmark, schede video applicate ai benchmark, benchmark applicati alle schede video dei server, ma quello che avevamo di fronte nelle ultime settimane era solo la sua essenza materiale: un'altra persona nello stesso corpo. Che, invece di ammorbarci con fantasiose teorie informatico-complottiste come al solito, era stranamente propensa al pettegolezzo: “Sapeeeteee, domani andrò a prendere il pane dal fornaio sotto caaasaaa. Lui non lo saaa, ma sua moglie lo tradisce continuamente con il postiiinooooo, poi lei va a spifferare le sue performance amorose con le sue amiiicheee”, “Beelloooo, venerdì uscirà un nuovo modello di cellulaaareee, ma io so che gli scatoloni verranno consegnati già mercoledì seeeraaaa, così mi sono messo d'accordo con il mio telefonaio di fiduuuuciaaaa e me lo porta in palestra giovedì!”, “Ho tolto tutti i miei risparmi dalla banca Icsipsilonzeeeetaaaa, perché i cassieri organizzano le puntate alla sala VLT e spesso usano i soldi dei clieeeentiii, ho già avvisato la Polizia che sta organizzando una retaaaataaa”. Il Pastore che si interessa delle corna altrui. Il pastore che intercetta l'arrivo di un telefonino. Il Pastore al corrente dei piani della Polizia. Il Pastore che va in palestra. Era davvero troppo.
È inutile cercare di sfuggire
alla potenza del Tetraedr™...
Stavamo per bloccarlo all'ingresso del suo antro quando lui stesso ci ha preceduti: “Lo so che la mia improvvisa carriera di supereroe vi ha lasciati interdeeeeettiii – ci ha detto, stupendoci un'altra volta – ma io ho un segreeetoooo. Vi ho sentiti benissimo quando stavate organizzando un terzo grado per me, e vi ho sentiti benissimo anche mentre confessavate di essere gli autori dei più terribili scherzi della mia gioventù. Siete delle carooogneeee, ma in fondo vi voglio beeeeneee, per cui non vi dirò nieeenteee”.
“Eh no, Pastore, adesso spifferi tutto. Altrimenti diamo fuoco al server che lancia i batch con cui esegui i benchmark tutto il giorno”.
“E va beh, parlerò. Vi ricordate quando vi dissi che sarei andato in vacanza in Patagonia? Mentivo. In realtà sono stato chiamato negli USA come esperto di informaticaaaa, di hackeraggioooo, di spionaggio industriale e pure di staaaalkiiing. E, con il mio indispensabile aiuuutooo, hanno realizzato una rete di server in grado di intercettare qualsiasi tipo di comunicazione elettroooonicaaa: telefonaaateee, faaax, essemmeeeeesseeee, email, piccioni viaggiatoooriiii, perfino le chattate via iiiinterneeeet. Loro sì che sono professionali! Così io, una volta arrivato a caaasaa, ho deciso di creare qualcosa di simile e di chiamarlo Tetraedr™. Purtroppo non dispongo degli stessi mezzi del governo statuniteeeenseeee, ma grazie alla non proprio esigua potenza dei miei cluster per il calcolo parallelo, ho comunque potuto intercettare tutte le comunicazioni del mio quartieeeeereeee. Beeeellooooo!!!”
“Ma Pastore! Quello che stai facendo è assolutamente illegale! Non puoi metterti ad ascoltare tutto quello che dicono i tuoi vicini di casa!”
“Tutto no... il sistema analizza qualunque cosa e poi mi passa solo le comunicazioni più interessanti, per mezzo di un potente algoritmo di ricerca tramite parole chiave. Parole come fregatura, furto, rapina, ma anche tante altre che qui non posso ripeeetereee, perché sono di interesse esclusivamente personaaaaleee. Ma d'altronde, con tutti i servizi che rendo alla comunità, voglio proprio vedere chi oserebbe mai sollevare la questione della privacy! Sono il loro cittadino modeeeelloooo adesso. E nessuno potrà mai impedirmi di fare quello che faaaacciooo. Ora indico una bella riunione alla Sala del Circondario, e gliene parlo apertamente a tuuuuttiiii. Proporrò loro di farmi ascoltare liberamente tutte le telefonate, le email e così via. Per il loro bene. Capiranno!”.

Pur di convincere i vicini di casa della bontà delle sue intercettazioni clandestine, il Pastore è stato capace di qualsiasi “trucco”...

La riunione c'è stata. I cittadini hanno ascoltato. Hanno fatto qualche domanda. Hanno valutato. Hanno capito. Adesso il Pastore è in Patagonia, in convalescenza, mentre tutte le autorità (quelle vere) sperano in qualche modo di blindarlo. Casomai vi capitasse di sentirlo, fateci un fischio. Ci deve ancora due pizze margherite con l'origano.

martedì 11 settembre 2018

La robba molle del Pastore: IL SALSICCIOTTO PER L'iPHONE!

9/11/2018
Era da un po' di tempo che il nostro pecoraio di fiducia non si faceva più sentire. Del resto, le sue idee bislacche per dei business intrinsecamente privi di futuro (ma anche di un presente) colpiscono sempre piuttosto duro sulle sue finanze che, non sappiamo come né perché, riescono invece a riprendersi ogni volta. In ogni caso, un po' come i presidenti di Stati Uniti e Unione Sovietica ai tempi della guerra fredda, anche noi abbiamo istituito con il Pastore un “telefono rosso” capace di collegarci in via del tutto esclusiva, l'unica differenza è che il nostro è marrone. E la suoneria è sempre impostata su “silenziosa”. Nonostante questo, il telefono ha preso vita e non abbiamo potuto fare altro che rispondere: “Ciaoooo... sapete mica dirmi quanti iPhone hanno venduto in Italia? Ah! Bene. E sapete mica dirmi quanti produttori di salsicciotti hanno contratti con la grande distribuzione? Certo che mi interesaaaaa! Se no cosa ve lo chiedevo a fareeee!?”. Dopo qualche tempo, il Pastore si è presentato a noi con un camion pieno di salsicciotti coreani appena importati in Italia da un suo “amico che ha conoscenze ai porti” e che “opera nel settore dei trasporti a prezzi modici”. Quando gli abbiamo chiesto cosa diavolo gli fosse venuto in mente, ci ha risposto così: “Voi ce l'avete l'iPhone? Se ce l'aveste, capireste!” e poi ci ha snocciolato i dati di vendita dei salsicciotti in Corea, aumentati del 40% da quando è cominciata la distribuzione dell'iPhone. A quanto pare, infatti, in Oriente le temperature tendono a diventare molto rigide in inverno e, siccome è necessario toccare lo schermo dell'iPhone a mani nude perché funzioni, i geniali coreani hanno trovato un rimedio semplice quanto malvagio: usare un salsicciotto al posto delle dita che, grazie alla sua natura biologica, offre capacità conduttive simili a quelle delle falangi umane. “Farò un sacco di sooooldiiii! Una volta che lo hai usato, il salsicciotto può sempre essere abbrustolito e man giaaatoooo! Quindi se una telefonata può salvarti la vita, il salsicciotto non ti farà morire di faaameeee!”. E naturalmente non è finita qui: “al massimo, una volta scaduto e puzzolente, il salsicciotto resta comunque biodegradabile ed eco-friendlyyyyyyy!”. Dopodiché se n'è andato, con tutto il suo entusiasmo. E chi glielo dice che, adesso, è tecnicamente ancora estate?

Quando fa paurosamente freddo, nulla è meglio di un buon salsicciotto
per far funzionare l'iPhone come si deve!

Questa sì che è una pratica malvagia: che senso avrà mai
usare un salsicciotto al posto delle dita, quando non si
indossano i guanti? Fare pubblicità ai salsicciotti? Eh forse...

venerdì 7 settembre 2018

L'inventore: Traduttore automatico Italiano/Whatsapp e Whatsapp/Italiano

9/07/2018
Immagine liberamente tratta dalla
pagina "2 cretine e una chat whatsapp"
Cari, carissimi i miei quattro lettori di BovaByte, giacché una delle mie più recenti invenzioni, vale a dire il Vodaphon, ha ottenuto presso di voi un successo eclatante, mi è sembrato giusto continuare a illustrare le mie utilissime invenzioni per il mondo della telefonia mobile che, tanto per cambiare, sono state accolte con una pernacchia da parte di più o meno tutti i gestori di telefonia mobile esistenti. Stavolta il frutto dei miei sforzi cerebrali aveva un intento nobile, vale a dire salvare l'idioma italico dall'inesorabile imbarbarimento perpetrato dal “dialetto” di Whatsapp (in origine c'era scritto "degli SMS", ma a dieci anni di distanza sembra chiaro che ormai non li usi più nessuno... ndBovas). Quello che, per intenderci, assomiglia vagamente all'Italiano scritto ma sostituisce “ch” con K, “sei” con “6”, “per” con “x” e “qualcuno/qualcosa” con “qlc”, lasciando al lettore l'onere di capire quale sia la parola giusta in base al contesto. Ebbene, siccome io sono sempre stato convinto che a diffondere i vizi è l'uso comune, la mia idea è semplice ma efficace, ovvero l'implementazione su tutti i cellulari di un

TRADUTTORE REALTIME SCHIFEZZE/ITALIANO E ITALIANO/SCHIFEZZE

Il concetto è decisamente semplice: il mittente del messaggio scrive una schifezza del tipo “Ciao, 6 a posto? Mamma dice ke va tutto bene, xò io non ci credo xkè è tardi”, il che significa ben poco da un punto di vista logico – è vero – ma da uno grammaticale ancora di meno. A quel punto il cellulare del ricevente, prima di visualizzare il messaggio, cosa fa? Lo interpreta correttamente, e lo trasforma in: “Ciao, sei a posto? Mamma dice che va tutto bene, però non ci credo perché è tardi.”. Il che è ancora logicamente insensato, ma almeno è scritto in maniera sintatticamente impeccabile. Ciò non trasformerà i vostri amici in novelli Alighieri, ma se non altro consentirà loro di non fare la figura dei pigri analfabeti ogni volta che scrivono qualcosa. Anzi, ke scrivono qlc. È o non è geniale? Naturalmente, avrei anche potuto inserire il mio traduttore realtime sul cellulare del mittente, in modo che chiunque possa ricevere un messaggio impeccabile senza che le limitazioni tecniche del proprio terminale influissero in qualche modo... ma così gli SMS di 160 caratteri si sarebbero allungati sicuramente, trasformandosi in due messaggi. E perché dare altri soldi a Tim, Vodaphone e Wind*, quando già ne guadagnano così tanti per ogni singolo messaggio? Dite che è per questa amara considerazione che la mia idea è stata rifiutata?

NOTA: il traduttore funziona anche nella direzione inversa, ad uso e consumo di quei quattro decerebrati che, se non leggono almeno qualche K e qualche numero fuori posto, non capiscono più niente.

(*) Tre. C'era scritto "e Tre". Come passa il tempo... ndBovas


A cura di Angelico Medaglia
Inventore incompreso (e semirincoglionito)

venerdì 31 agosto 2018

Le inchieste di BovaByte: I GIOCHI NON SARANNO MAI COME LA REALTÀ

8/31/2018
Carissmi lettori, torno su queste pagine dopo tanti, tantissimi anni (l'ultima volta che feci la mia triste apparizione fu nel 1999, e forse non mi chiamavo neanche Amilcare) (così imparo a dare meglio i nomi alle immagini JPEG... ndP), per illustrare il risultato di una delle mie grandi inchieste, così grandi che mi hanno richiesto ben sei anni di ricerche, finanziate mensilmente da un (pozzo senza) fondo europeo. Alla fine, il sacrificio di pubblico denaro è servito a dimostrare una triste realtà (del resto, personaggio triste, realtà triste: tutto torna ndP), così triste che immagino coprirà di mestizia tutti coloro che investono soldi, passione e tempo nei videogiochi. Infatti, vado ora a dimostrare che...

I VIDEOGIOCHI NON SARANNO MAI UGUALI ALLA REALTÀ

Ebbene sì, cari i miei lettori. AMD, Nvidia e tutte le altre cercando da anni di ottenere la cosiddetta “grafica fotorealistica” anche in 3D, e magari un giorno ci riusciranno, i programmatori, dal canto loro, si stanno affaticando a rendere i loro modelli 3D sempre più complessi e sempre più simili alla realtà, non limitandosi soltanto a riprodurre le asperità del terreno ma cercando, con texture sempre più raffinate, di riprodurre anche le irregolarità della natura, introducendo un coefficiente casuale in tutte le cose che fanno. Ma ciò non basterà. I videogiochi non saranno mai uguali alla realtà e la colpa è soltanto dei sistemi di controllo. Già. Avete mai preso seriamente in considerazione l'idea di sostituire agli oggetti di uso comune, i corrispettivi simulacri in plastica da collegare alla porta USB? Io l'ho fatto, e adesso vi illustrerò i risultati (di alcuni posso fornire anche una prova fotografica).

Caso n°1 - IL JOYSTICK AL POSTO DELLA CLOCHE  

Tutti i produttori di hardware per PC hanno in catalogo almeno un joystick “capace” (dicono loro) di riprodurre le funzionalità di una cloche vera, ma avete mai provato a entrare in una cabina di pilotaggio, e manomettere il cockpit come mostrato nella nostra strabiliante fotografia? Secondo voi, quante possibilità ci sono che questo aereo funzioni ancora come prima? Basta infatti un errore di taratura, o anche un'improvvisa defaillance dei driver per l'USB, che questo aereo andrà inevitabilmente a schiantarsi, con tutto il carico umano al suo interno. Se voi foste a conoscenza che l'aereo su cui state per imbarcarvi adotta una soluzione del genere, salireste ancora a bordo? O fingereste un improvviso attacco di peritonite fulminante?


Caso n°2 - IL MULINELLO DELLA PLAYSTATION AL POSTO DELLA CANNA

Tempo addietro abbiamo visto un curioso mulinello da pesca in plastica, e abbiamo provato a usarlo per pescare veramente in un lago dell'Oahia (Amilcare, vorrai dire dell'Ohio, spero! NdP) (no, no, proprio dell'Ohaia, perché mentre ci andavo mi sono fatto male NdAmilcare) (aaaaargh! NdBovas), ma senza ottenere grandi risultati. Il filo di nylon, legato con lo scotch, si staccava sempre, e poi, per quanto pigiassimo sul tastino con la croce, il pesce proprio non ne voleva sapere di risalire. Forse dovevamo premere il quadratino o il cerchietto...

Caso n° 3 - LA CHITARRINA DI GUITAR FREAKS AL POSTO DELLA STRATOCASTER

Abbiamo chiesto a Pedro Juan Rodrigo Alvarez do Licenziamendo, famosissimo chitarrista di una band hard-rock-carioca sudamericana, di esibirsi a un concerto con la chitarrina di plastica di Guitar Freaks, assicurandolo del fatto che avrebbe fatto sicuramente una bella figura lo stesso. Del resto, il bamboccio che la usava con maestria in quella lontana sala giochi londinese aveva raccolto su di sé almeno una dozzina di sguardi ammirati, per cui chissà cosa avrebbe potuto ottenere un famoso chitarrista di fama condominiale come lui. Eppure, arrivato a metà della prima canzone è stato bersagliato da fischi, fiaschi e verdure assortite. Il concerto è terminato con un linciaggio mentre cercava, disperatamente, di eseguire l'assolo di “The Final Countdown” degli Europe, ovviamente in versione carioca.

Caso n° 4 - IL VOLANTINO COL FORCE FEEDBACK MONTATO SULLA GOLF

Questa era un'idea fantastica. Un vero e proprio volante per PC messo al posto di un vero e proprio volante per autovetture. Semplice da muovere, con due pedali al posto di tre (vuoi mettere la vita senza la frizione...), il cambio sulle alette e, perché no, otto comodi tasti funzione sulle razze, in modo da accedere immediatamente alle funzioni avanzate dell'autoradio. Pensate, con il comodo force feedback, sarebbe stato possibile anche accorgersi di aver fatto un pauroso frontale grazie alle vibrazioni! Eppure, il collaudo è stato un disastro: per via della scarsa rotazione dell'apparecchio è stato del tutto impossibile eseguire manovre come il parcheggio in retromarcia, la quale inoltre si attivava automaticamente dopo aver frenato (e insistendo col piede). Curvare era un problema e al minimo spostamento rispetto all'asse l'auto cominciava a sterzare. Insomma, con un volante finto al posto di un volante vero anche il miglior pilota si trasformava immediatamente in una donna alla guida. Un vero disastro.

Quindi, ragazzi miei, è inutile che speriate: fino a che i controller dei videogiochi rimarranno questi... i videogiochi non saranno mai uguali alla realtà, le simulazioni saranno sempre molto limitate e... no. Non vale montare sulla macchina mouse e tastiera!



A cura di Amilcare Paolini
Personaggio triste

lunedì 27 agosto 2018

L'angolo dell'inventore: IL VODAPHON

8/27/2018
Cari amici di BovaByte, dopo tanti mesi passati a cogitare invenzioni meravigliosissime, per le quali potrei tranquillamente essere definito il Leonardo del Ventunesimo Secolo (seee, esagera... e poi tra cinquecento anni cosa faranno? Scriveranno un giallo e lo intitoleranno “Il codice Medaglia”? Ma per favore! NdBovas), ho deciso di rifugiarmi qui per illustrare a tutti voi, menti elette che seguite codesto sito, ciò che tanto per cambiare mi è stato villanamente e senza alcuna remora rigettato in faccia, nonostante le ottime premesse della mia ultima creazione. Il mio nuovo, diabolico marchingegno nasce infatti da un'amara constatazione: le telefonate importanti, sul cellulare, arrivano soltanto quando una persona è impegnata ad asciugarsi i capelli. Non è che la cosa mi riguardi nello specifico, eh, visto che sono pelato come una maniglia, ma spesso ho notato mia moglie e i miei amici lamentarsi di questo destino ineluttabile. Qual è, infatti, il vero problema delle telefonate che arrivano mentre uno si asciuga i capelli? Semplicissimo, che entra in gioco il Primo Postulato di Braun, ovvero:

Volume(suoneria) < Volume(phon)

Inoltre, come ben sappiamo, la percezione dei suoni è sempre legata alla loro distanza dall'ascoltatore. Maggiore è la distanza, minore sarà la nostra capacità di percepirlo. E qui entra in gioco la celeberrima Terza Legge di Mia Cugina, duecento pagine di dimostrazione che per brevità riassumo con la seguente formula:

Distanza(suoneria) > Distanza(phon)

E questo per ovvi motivi (il phon di solito lo si tiene in mano, il cellulare invece giace abbandonato nella stanza accanto). Mettendo le due leggi in un insieme, comprendiamo quanto possa essere difficile sentire squillare il rompofono mentre ci si sta asciugando i capelli. Per questo, signore e signori, spalancate gli occhi e sbalorditevi, perché IO, Angelico Medaglia, ho trovato la giusta soluzione, inventando...

IL VODAPHON


Il Vodaphon non è nient'altro che un asciugacapelli con un telefono cellulare integrato, dotato di una tastiera a membrana piuttosto resistente e del tutto impermeabile, in modo che l'umidità delle mani non possa rovinarla (Angelico... questo vuol dire che tu di solito usi il phon con le mani bagnate!? Complimenti! NdBovas). Oltre alla tastiera, l'elettrodomestico è dotato anche di due apparecchi deliziosamente acustici: un altoparlante fissato sulla piega del manico, e un microfono estensibile sul limite dell'impugnatura. L'altoparlante ha un volume piuttosto alto e consente di ascoltare chiaramente quanto ha da dirci l'interlocutore. Inoltre, il phon è abbastanza intelligente da diminuire il flusso d'aria durante le telefonate (in questo modo il calore continua a uscire, ma il rumore cala sensibilmente). Appena si “posa il ricevitore”, il flusso d'aria originale viene automaticamente ripristinato.
Della serie “le cose belle della vita”, il magnifico microfono orientabile e retrattile dell'apparecchio.


Anche il microfono è pensato innanzitutto per la praticità. Quando non lo si usa lo si può riporre in posizione verticale, e diventa parte dell'impugnatura, mentre durante l'uso lo si può estendere e spostare come meglio si crede per averlo sempre vicino alla bocca, anche mentre si sposta l'asciugacapelli per raggiungere quella ciocca ribelle laggiù in fondo. Gli utenti più allenati riusciranno nel giro di poche docce a spostare phon e microfono con una mano sola! Allora: è o non è un'idea semplicemente geniale? Io le ho viste, eh, le persone, mentre cercano di telefonare col cellulare impugnando un phon nell'altra mano: quando arriva il momento di prendere in mano la spazzola o il pettine, di solito mettono giù l'uno o l'altro nel lavandino pieno d'acqua, distruggendo il telefono quando gli va bene, o restando candidamente folgorati quando gli va male... Con il Vodaphon, invece, tutto scorre liscio come l'aria calda, e potrete meravigliarvi tutti quanti per il raffinatissimo multitasking del nostro cervello: nello stesso momento potrete asciugarvi i capelli, pettinarvi e parlare con la fidanzata. È o non è galattico? Peccato che, con la solita avvedutezza di sempre, il famoso carrier di telefonia mobile (che non intendo nominare per non fare pubblicità) a cui mi ero rivolto, mi abbia spedito fuori dalla sua sede in un battibaleno, pregandomi di non farmi mai più rivedere... Poi ci credo che il mercato delle telecomunicazioni va in crisi... quando hanno delle idee innovative tra le mani se le lasciano scappare... (beh, di certo stavolta hai inventato qualcosa di più utile delle video-chiamate! NdBovas).
Avevo anche disegnato un ORIGINALISSIMO logo, ma stranamente
mi hanno detto che non avrei mai potuto usarlo...


A cura di:
Angelico Medaglia
Inventore incompreso (e disgraziato)










venerdì 24 agosto 2018

La robba dura del Pastore: TASTIERA CAPILLARMENTE LUMINOSA

8/24/2018
Ciao a tuuuttiiii, come vaaaa?
Ieri sono andato a casa del Paoloooneeee, e con mio grandissimo sdeeegnoooo, mi sono accorto che possiede una tastiera luminosa come quelle di cui mi seeervoooo nelle mie rare configurazioni deeesktooop (come ben sapete ormai mi sono dato al calcooolooo paralleeeloooo, Bello)! Non va beeeneee, allora le mie tastiere non sono più professionaaaliii, e come potrete ben immaginare se mi conoscete almeno un po', devo assolutamente upgradaaarleee tuuuutteeeee!!
Inutile dirvi chi ho chiamato a questo punto, veeerooo? Pronto, ditta Airons di Vigevaaanooo? Posso parlare con la sezione sviluppo nuove tecnologiiiieeee? SBAV, SBAV!!

TASTIERA CAPILLARMENTE LUMINOSA

Basta con quelle tastieracce illuminate solo a livello di frame e fessure tra i tasti! La tastiera capillarmente luminosa si differenzia da tutti gli altri prodotti del genere in quanto ogni singolo tasto viene illuminato da un led separatamente da tutti gli altri!!
In più i led possono essere comodamente configurati per brillare con sette gradi differenti di intensità, per meglio abbinarsi all'illuminazione della vostra postazione!
In pratica un pezzo unico che vi differenzierà agli occhi di tutti quelli che si pavoneggiano con delle semplici tastiere luminose, ma che non sono capillarmente illuminate.


Con la prelibata tonalità doraaaataaa, la tastiera sembra ancora più bellaaaaa (SBONK! NdBovas)

SPECIFICHE TECNICHE:

–    I led capillari sono garantiti per almeno 200.000 ore di vita, ovvero circa 22 anni se la tastiera viene lasciata sempre accesa!
–    l'illuminazione dei led capillari può essere selezionata tra 7 livelli di intensità differenti
–    La tastiera può essere utilizzata da -40° a +70° C
–    disponibile in tre differenti colori, rosso fuoco, blu ghiaccio e oro
–    Interfaccia USB 1.1 compatibile
–    Tasto extra con bollino Bada Enhanced che può essere utilizzato per rendere ancora più professionale il prodotto
–    supporta qualsiasi sistema operativo esistente

PRODUTTORE
ditta Airons di Vigevano

PREZZO
499 EURO

TECNICAAA 9
SCATOLAAA 9
ESTETICAAA 9
PERFORMAAANS 8

GLOBALE 10

Ne voglio almeno 10!!!

La colorazione blu è indubbiamente quella più professionale. Mi piace più di tutte le altre!



giovedì 2 agosto 2018

DA AMD E GILLETTE IL PRIMO RASOIO INTELLIGENTE!

8/02/2018
Guardate le due foto che corredano questo articolo. Notate nulla di strano? Ebbene sì, come ci ha segnalato un nostro amico di vecchia data, ci sono due aziende che si presentano nei loro rispettivi mercati con prodotti dai nomi assolutamente identici. E stiamo parlando di due società apparentemente agli antipodi, visto che si tratta niente meno che di AMD e di Gillette, produttrici rispettivamente di processori e accessori per la rasatura. Il fatto che entrambe usino le parole “Phenom” e “Fusion”, che almeno in linea teorica non hanno nessun tipo di legame semantico e filologico tra di loro, è davvero una bizzarra coincidenza. Che ci sia qualcosa sotto? Che si tratti in realtà della stessa azienda? Un nostro amico paranoico sostiene che in realtà le due società ci stiano preparando lentamente, più o meno come fanno Hollywood e il Governo Americano con gli alieni, all'avvento di una nuova generazione di rasoi elettrici intelligenti che, per raderci, useranno la potenza di calcolo dei processori AMD, adattandosi perfettamente alla sensibilità della nostra pelle. Del resto, le analogie non si fermano ai nomi: il Phenom di Gillette usa fino a sei lame, e AMD ha appena annunciato la produzione di processori fino a sei core. Il Phenom di Gillette può usare le lame dei modelli precedenti, analogamente a quanto può fare il processore di AMD con le vecchie schede madri. C'è qualcosa sotto e BovaByte sicuramente indagherà a fondo...





Il Pastore risponde sulla BadaBoard 79Kfx

8/02/2018
Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, questa lettera giunta da un ammiratore del nostro pecoraio di fiducia.

«Caro Pastore, ho letto con molto interesse la descrizione della BadaBoard 79Kfx pubblicata nell'angolo di BovaByte di febbraio, tuttavia non mi è molto chiara una cosa: ma come si fa a montare fino a 16 schede video tutte sulla stessa scheda madre? I driver per Crossfire-X sono usciti soltanto oggi e supportano un massimo di 4 GPU! E le altre 12!? Tuo fedele discepolo, nonché fidata pecorella, Nanni».


Caro Nanni, montare 16 schede videoooo in un computer non è tanto differente da installarne due o quaaaattroooo, ci vuole solo più tempo e più denaaarooo, ma questo è un dettaglio assolutamente trascurabileeee, se si vuole ottenere un aumento di prestaziooooniiii. Infatti, il bello della BadaBoard è che permette di giocare a Crysis a 60 FPS, grazie al mio personalissimo Crossfire di chipset. Purtroppo bisognerà attendere il rilascio dei driver, ma io confido che vengano realizzati suuubitooo. In fondo, dall'annuncio dei Phenom alla loro disponibilità sono passati soltanto sei meeesiiii, dall'annuncio del Crossfire-X alla sua disponibilità solo quaaattrooo, tenendo conto di questo trend, le mie sedici schede saranno supportate prestiiiissimoooo! Beeeeelleeeee!" (Pastore, smettila di illudere la gente, AMD non ti ha di certo approvato questo progetto! NdBovas) (Lo sooo, non l'hanno neanche mai viiistoo, ma io così posso vendere le mie schedeeee ndPastore) (SBONK! Non cambierai mai... ndBovas).

lunedì 30 luglio 2018

La scheda madre per giocare a Crysis

7/30/2018
Un tempo era Far Cry, poi toccò a Crysis. In ogni caso, ogni volta che la software house tedesca Crytek sfornava un nuovo sparatutto, il PC destinato a farlo girare decentemente diventava la barzelletta per gli addetti ai lavori. Così, nel febbraio 2008 il Pastore decise di presentare la sua soluzione al problema, direttamente su The Games Machine. Purtroppo non possiamo replicare l'impaginato simile alla recensione di un prodotto hardware, ma ci auguriamo che capiate benissimo lo stesso... -Noi Bovas

Da quando il nuovo capolavoro della Crytek è uscito nei negozi, il mondo dei videogiocatori si è diviso: da una parte i detrattori, che ne stigmatizzano le richieste hardware esagerate, dall'altra parte tutti quelli che, con un pizzico di realismo, ci giocano a dettagli medi e lo ritengono una figata lo stesso. Ma noi Bovas, che non amiamo schierarci da nessuna parte (eh no! Questo gioco è davvero troppo esoso! NdD) (Non è vero! È un capolavoro tecnico assoluto! NdP) (bastaaaa! Finitela di litigaaareeee, o non resta più spazio per il mio nuovo prodooottoooo! NdPastore), abbiamo finalmente trovato una soluzione che certamente metterà d'accordo gli uni e gli altri, a patto che abbiano un conto in banca potente come il computer che gli proponiamo. Da tempo, infatti, notavamo che il nostro pecoraio di fiducia faceva delle lunghissime telefonate in Tedesco e in Inglese e, visto che lui non conosce né l'una né l'altra lingua, la cosa ci lasciava sempre abbacinati. Alla fine, il mistero è stato svelato: era in contatto direttamente con Crytek ed Electronic Arts, preoccupate perché Crysis non funzionava decentemente, al massimo del dettaglio, su nessuno dei computer che avevano a disposizione. E così il Pastore ha proposto la sua personalissima soluzione. Certo, può creare qualche problema di spazio ma, con un numero congruo di schede video Radeon HD3850, è possibile finalmente raggiungere l'agognata fluidità: 60 frame al secondo minimi, con punte di 62! Ma ecco come funziona.
La strada per il successo passa anche per qualche fallimento: il primo progetto della BadaBoard è stato cassato perché installando i processori... non ci stavano più le schede video!

 
Noi Bovas: Pastore, ci spieghi come funziona?
Il Pastore: Beeeh, è sempliceeeee. Ho fatto qualche piccola modifica ai progetti originali del chipset AMD 790fx e l'ho integrato al southbridge SB600, così un solo circuito è in grado sia di pilotare quattro schede video, sia di controllare sei dischi fissi Serial-ATA e due EIDE, mentre tutto il resto (audio, rete, USB e quant'altro) è stato demandato ad altri chippettini sparsi a caso per la scheda maaaadreeee. L'ho battezzato BadAMD 79000fx. Poi ho creato una scheda madre per processori AMD con socket AM2+ (Athlon e Phenom) e ben quattro di questi circuiti integrati, interconnessi tra di loro tramite due bus HyperTransport 3.0 (uno in ingresso, uno in uscita) e controllati a loro volta da un altro chip, il FantaMegaUltraHyperVisor, a sua volta collegato con il processore centrale. Il suo scopo è quello di ottenere le informazioni dalla CPU, e suddividerle tra i quattro  BadAMD 79000fx. A questo punto, è possibile ottenere una modalità Crossfire estesa a ben 16 schede viiideooo, e senza sovraccaricare il bus di sisteeeemaaaa!!! Beeellooooo!!!

Noi Bovas: SEDICI schede video? E dove lo troviamo un case per ospitarle!?
Il Pastore
: Non va beeeneee, mi scambiate sempre per un pivello! Credete che non ci abbia pensato!? Grazie alle mie conoscenze, sono riuscito a convincere Cooler Master a produrre una versione professionalizzata del suo case Centurion apposta per la mia scheda maaaadreeee! Lo sooo, è un po' più alto del normale e ha qualche piccolo problema di stabilitàaaaa, ma se lo si appoggia a una parete non cade più. Adessooo, dato che la mia scheda madre è fuori norma, ho deciso di proporre un nuovo standard che la supporti, il BadATX.

Noi Bovas: Ok, ma quando non stiamo giocando, si può sapere che ce ne facciamo?
Il Pastore
: Beh, in alternativa potete sempre collegare 32 monitor. A chi non piacerebbe vedere un film che si dipana su ben 32 schermi!? Beeeeellooooo!!! (SBONK! NdBovas)

Libidine!!! Dimenticatevi pure tutto ciò che le configurazioni a schede multiple vi hanno proposto fino a oggi: l'ora del Bada-Crossfire è arrivata!


Noi Bovas: Senti, ma la tua scheda non sarebbe dovuta uscire qualche settimana addietro?
Il Pastore
: Lo sooo, sono in ritardo. Purtroppo l'uscita era prevista per l'inizio di Novembre e avrebbe dovuto includere Crysis in bundle, tuttavia ho commesso un piccolo errore di progettazione e l'uscita è stata rimandata. Quando avevo già pronto un esemplare di pre-produzione, mi sono accorto che la mia idea di mettere un solo northbridge e 3 processori centrali aveva due difetti. Il primo è che riempiendo i moduli di memoria e i socket, poi non entravano più le schede video, il secondo a dire il vero non me lo ricordo più, ma aveva a che fare con delle curiose esplosioni che capitavano di tanto in tanto.

Noi Bovas: Vabbè, ok, ma quanto costa?
Il Pastore:
Poco, stavoooltaaaa. Solo 2.500 euro per la scheda madre. A cui ovviamente vanno aggiunti 200 euro per il processore e altri 2.500 euro per comprare tutte le schede video necessarie. Ma con poco più di 5.000 euro, però, si può giocare Crysis a 60 frame per secondo con l'antialiasing 2x inserito e al massimo del dettaglio, ovviamente in DX10. Non ne vale la pena? (SBONK! NdBovas).



1) OVERCLOCK AUTOMATICO

La BadaBoard 79Kfx è l'unica scheda madre certificata per spingere i processori Athlon64 fino a 6 GHz. Con la scheda è fornito in dotazione un sistema di raffreddamento a liquido che usa l'acqua di Lourdes. Un sensore sulla scheda avvisa l'utente quando, nonostante i miracoli, i transistor del processore stanno per schiattare, e provvede a ordinare un nuovo processore presso il negozio on line preferito automaticamente, effettuando pure il pagamento con la vostra carta di credito.

2) BADA-CROSSFIRE A 16 SCHEDE

Finalmente possiamo goderci Crysis al massimo del dettaglio, a 60 fps! Cosa volete che siano 2.544 euro per comprare tutte le HD3850 necessarie! Ovviamente, i driver per questa modalità non sono ancora disponibili, per cui non vi resta che fidarvi del Pastore e cacciare preventivamente il grano. Beh, che sono quelle facce? Se eravate disposti a farlo per quattro schede, potete farlo anche per sedici, no!?

3) 28 DISCHI IN TOTALE

Alla BadaBoard 79Kfx si possono collegare fino a 28 dischi fissi, di cui 24 serial ATA e 8 EIDE. In questo modo chi segue il settore da vent'anni sarà felice di poter collegare tutti i dischi fissi che ha dimenticato nel frattempo in qualche scatola, a raccogliere la polvere. Ovviamente si possono mettere tutti in RAID: 0, 1, 0+1 e Ammazza-mosche-&-zanzare.

4) CROSSFIRE DI NORTHBRIDGE

Un'idea tanto malvagia non era ancora venuta a nessuno: mettere in SLI o in Crossfire non le schede video, ma i chipset della scheda madre. TANTI chipset della scheda madre! In questo modo si sono moltiplicate le schede video che si possono pilotare sul computer. Anche per loro vale il discorso overclock, con tanto di ordini automatici quando qualcuna si rompe.

5) DOPPIO, TRIPLO ALIMENTATORE!

Per dare corrente a tutta 'sta roba, ovviamente, nemmeno il più potente ed esagerato degli alimentatori odierni potrà mai funzionare. Ecco dunque un bel crossfire di alimentatori, con tanto di secondo connettore ATX a 24 poli per alimentare correttamente la scheda madre. Un terzo alimentatore è consigliato per dare corrente solo alle schede video.

6)  FANTA MEGA ULTRA HYPERVISOR

Dato che il processore centrale sarà troppo impegnato a fare i calcoli necessari per Crysis, questo lestissimo "pre-northbridge" consente di pilotare i quattro integrati BadAMD 79000fx senza saturare la banda a disposizione. E poi, anche se succede, un posto per un altro clarino o una grancassa lo trova sempre. E poi, ovviamente, è Bada-Enhanced, mica coriandoli!

7) RETROCOMPATIBILE

Ma vogliamo dimenticarci di chi ha schede TV e schede audio PCI? Certamente no. La BadaBoard è l'unica scheda madre che consente di usare in Crossfire pure le schede audio! Collegate fino a quattro X-Fi tutte insieme, e meravigliatevi del favoloso audio 28.4 che potrete ottenere in questo modo! (basta avere abbastanza set di diffusori).

8) "NON CI SONO BUCHI"

In realtà questo aspetto positivo ce l'ha suggerito il Pastore, quando gli abbiamo chiesto a che diavolo servissero tutti quei chippetini e chippettoni messi apparentemente a caso sulla scheda. Ebbene, la raggelante risposta è stata: "li ho messi per non lasciare buchi in giiiirooo, che non sono professionaaaaliiii. E poi così posso farla pagare più cara". No comment.

Certo, ci vuole un bel coraggio a usare un case del genere. Ma per giocare fluidamente a Crysis, questo e altro!!!

martedì 24 luglio 2018

L’allegro giochino dell’estate: I DISCORSI DELLA GENTE

7/24/2018
Presentatori, sociologi, dirigenti d’azienda, predicatori, industriali prestati alla politica e politici prestati al commercio, spesso, danno una loro interpretazione a quelli che chiamano “i discorsi della gente”, quel mare impalpabile e oggettivamente imperscrutabile, nelle sue mille sfaccettature, che noi chiamiamo “opinione pubblica”. La puoi sondare, la puoi interpretare, la puoi immaginare. Ma non potrai mai conoscerla per intero, se non in qualche sua microscopica componente. Così, noi Bovas, abbiamo finalmente trovato un metodo scientifico per stabilire in modo assolutamente inequivocabile cosa dice la gente. Anche voi, dopo che avrete letto questa scottante rivelazione, questo metodo che abbiamo deciso di svelare al pubblico prima che quale multinazionale ci fregasse l’idea e ci piazzasse sopra un brevetto, sarete automaticamente in grado di capire cosa penano le persone che vi circondano.

OCCORRENTE

  • Nr. 1 strada trafficata oppure Nr.1 forum telematico
  • Nr. 1 paio d’orecchie (o di occhi) funzionanti
  • Nr. 1 taccuino o registratore portatile (oppure Nr.1 Blocco Note di Windows)
  • Nr. 1 penna o supporto registrabile
  • Nr x>20 persone che percorrono la strada (oppure Nr. x>20 persone che partecipano al forum)

PROCEDIMENTO

Piazzatevi all’inizio della strada, che deve essere adeguatamente percorsa da altri pedoni (un numero almeno superiore a 20). Osservate bene il traffico sui marciapiedi, e stabilite su quale di essi la gente tende a venirvi incontro. Piazzatevi sul medesimo e andate controcorrente, fino all’altro capo della strada. Puntate bene le orecchie e, a mano a mano che incrociate le altre persone, ascoltate bene cosa stanno dicendo in quel preciso istante e annotatevi tutto quello che riuscite a sentire. Non soffermatevi su una coppia o un gruppo di persone in particolare: proseguite e ascoltate ciò che dicono le persone successive. Alla fine della strada, percorretela in senso opposto sull’altro marciapiede, e ripetete le operazioni viste fin qui. Fate su e giù più volte: a mano a mano che percorrerete la strada trafficata, la vostra pubblica opinione si farà sempre più ricca.
Una volta raggiunta la fine della giornata, potrete finalmente avere un degno spaccato dei discorsi della gente. Non cercate di riordinare le frasi in modo che abbiano un senso compiuto (beh, oddio, se proprio volete farlo, provateci), così come le avrete prese, saranno sicuramente più divertenti. Il bello è che questi esperimenti si possono fare anche usando i forum informatici: volete sapere cosa si diceva nel luglio 2003 sull'indimenticato forum BovaByte & QI:Zero, per esempio? Eccovi accontentati. È bastato prendere una frase a caso per ogni post in un topic, per ottenere quanto segue:

mi ha fatto davvero piacere conoscervi, magna cum laude & ringraziamenti per il pranzo, mancava solo Rocco. Quando passerò da Firenze per venire da te, lo porterò. Al più presto metto su le foto.  Penso che le sue fossero lacrime di felicità, ci siamo messi a preparare la telecamera: tutto quel casino per non fare nemmeno una ripresa all'arrivo. Mi viene a mente un episodio curioso capitato a un mio compagno di classe per i 100 giorni a Pisa: anche se sta raccogliendo i punti alla Coop, so dove andare a scrocco per fare le ferie al mare quest'estate”.

Come dite? Non è abbastanza seria come pubblica opinione? Ok, allora torniamo nel Backstage di TGM, dove si dicevano cose più altolocate…

Esiste una comunità di individui, ma non mi pare protesa al raggiungimento di obiettivi comuni. Quanto all'egoismo esistenziale, mi stavo domandando da dove è partito tutto. Stavo pensando però che la mia visione collettiva dell'essere umano del passato probabilmente è falsata dall'analisi dei libri di storia. Non è un caso che il concetto di nazione sta perdendo di significato: la globalizzazione sta creando flussi culturali trasversali, e che la globalizzazione offra un potenziale in gran parte inespresso... credo che le nostre considerazioni siano falsate dal presente, vissuto attimo per attimo. E l'opposizione dei fenomeni massificanti, un principio anche evoluzionistico: le barriere generano biodiversità. Per come lo si intende normalmente, non è niente, se accettiamo la natura meccanicistica dell'esistenza possiamo togliere quella patina di tristezza che vediamo nei rapporti con gli altri.”

Ganzo, eh?

Bello il giochino demoscopico di BovaByte!


Incredibile! Il pastore si è dato alla fotografia!

7/24/2018
...e si è comprato subito un flash degno di lui. O, meglio, se lo è costruito tutto da solo nella sua misteriosa cantina, spendendo un mucchio di soldi. L'unico problema, ci dice lui, è che tutte le volte che scatta una foto alle sue pecore, il bianco del loro manto diventa ancora più bianco e così, nonostante tutti i suoi sforzi, le fotografie che scatta non sono mai perfettamente corrispondenti, per cui le butta via tutte. In ogni caso, il Pastore è veramente incredibile: ogni volta che gli viene una nuova scimmia, diventa subito il pretesto per alleggerire il suo conto in banca...

Il meraviglioso flash octa-core del Pastore

Fra le innovative opzioni del Flash del pastore, la modalità Faro per l'uso in mare

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