venerdì 8 febbraio 2019

BOVA TIME - L'ora della REALTÀ

2/08/2019
Dopo le ballerine seminude, i litigi nella Casa e i misteri che nessuno mai risolve, è finalmente giunta...

L'ORA DELLA REALTÀ

Diciamolo: la TV satellitare e digitale terrestre, quando funzionano, sono una grande invenzione. Sì, perché nell'impossibilità di replicare la solita solfa su decine di canali differenti, riproponendo e riciclando quello che si vede sui principali canali nazionali in chiaro, i magnati dell'informazione si sono dovuti inventare nuovi “canali contenitore” più tematici, senza tante indulgenze sul fronte dell'originalità. Uno degli esempi più fortunati in questo senso è certamente Real Time: problematiche di ogni giorno trasformate in format televisivi, con gente alle prese con l'acquisto (o la vendita) di una casa, il confezionamento del proprio abito da sposa, il miglioramento del proprio look e così via. Trasmissioni semplici eppure affascinanti, magari incapaci di coinvolgere a lungo, ma in grado di spettacolarizzare tutti gli aspetti più comuni del quotidiano. Anche l'intero staff di BovaByte si è aggiunto al nutrito elenco di telespettatori e - siccome ci piace sempre dare una mano a modo nostro - ha deciso di offrire qualche spunto per nuovi programmi televisivi. - Noi Bovas

BROADCASTER ADVISORY
Le trasmissioni di cui si parla in questa pagina non esistono. È inutile che le cerchiate. Però, qualora qualcuno si decidesse a trasmetterle, sappiate a chi andrebbero i diritti morali...

MA CHE SCASSONE HAI?

Il vostro vecchio PC ormai è alle cozze? Vorreste usarlo per giocare a Crysis 2, ma sullo schermo non si muove più niente perché ormai è obsoleto? Il nostro computer-depolyer di fiducia (che altri non sarebbe che il Pastore in persona) verrà a casa vostra, vi scroccherà il pranzo e, dopo aver buttato nella pattummiera tutti i pezzi ormai obsoleti del vostro PC, vi porterà in giro per i negozi di computer e commenterà da lontano l'acquisto di nuove componenti hardware (“Noooo, questo non va beeeneee” “Non è professionaaaaaleeee!” “Ecco sì, magari con questa scheda video riuscirà perfino a sfiorare la soglia della fluititàaaaa”, ecc). Con un pizzico di ironia e tanta, tanta malvagia cattiveria vi rimetterà in sesto il computer, trasformandolo in un'arma da guerra capace di durare almeno sei mesi nelle arene virtuali di tutto il mondo. L'apice della trasmissione si tocca quando il Pastore, vicino all'utente ripreso di spalle, svelerà il monitor del PC mentre esegue l'ultimo 3D Mark senza perdere un fotogramma. Seguirà poi il classico borsino dei prezzi (“Per rimettere in piedi il suo PC Giovannino ha speso...”) che convincerà tutti a comprarsi una PlayStation.


FUNERALE DA SOGNO

Nella vita ci sono eventi ineluttabili e quello della propria dipartita è l'unico di cui abbiamo assoluta certezza. Ignoriamo quando avverrà ma sappiamo che prima o poi ci toccherà, per cui è meglio mettere il piede avanti (nella fossa) e organizzare per tempo il più bel funerale che si possa immaginare! I nostri funeral planner si occuperanno di tutto, dall'allestimento degli addobbi floreali alla scelta della bara, passando per il mesto trasporto delle nostre spoglie al camposanto, senza dimenticarsi una ventata di esotismo grazie all'introduzione, durante la cerimonia, di curiose usanze nordiche, americane, asiatiche e africane. Potremo accompagnare la nostra tumulazione con canti celtici o nenie giapponesi, indire un funeral party “à la Zoolander” e far trasmettere le brevi interviste a parenti, amici e conoscenti che potranno – fra un singhiozzo e l'altro – beatificare in TV il caro estinto. Peccato solo per un particolare: anche in qualità di protagonisti, non potremo mai vedere l'esito della trasmissione.


DATACENTER DA INCUBO

Server a cui va via la corrente all'improvviso? Cavi di rete che si diffondono tra i rack come inestricabili ragnatele? Aria condizionata che porta la temperatura ambiente a 10° C sotto zero proprio mentre state lavorando? Ventole che fanno un rumore infernale, capace di sorpassare tutti i limiti di guardia? Benvenuti nella tipica situazione di “Datacenter da incubo”, un programma in cui i nostri architetti spiegheranno (finalmente) ai manager aziendali come si costruisce correttamente una sala macchine, in modo che i sistemisti non debbano impazzire tutti i giorni per capire dove vanno i cavi, dove si trova il server su cui devono intervenire, per quale motivo la macchina taldeitali che avrebbe dovuto avere dodici cavi di rete invece ne ha solo tre, e così via. In ogni puntata un architetto entrerà in un datacenter portandosi dietro un manager, spegnerà senza alcuna pietà tutti i server obsoleti, guasti o che semplicemente fanno troppo rumore, e li costringerà a una migrazione verso nuovo hardware, più veloce potente e silenzioso, virtualizzando tutte le vecchie macchine e riportando la situazione a livello vivibile per i sistemisti. Se il vostro bancomat e la vostra carta di credito domani non funzioneranno, non preoccupatevi, probabilmente sono soltanto i nostri architetti all'opera!


PAINT YOUR SCHOOL

Un'emittente attenta a tutte le fasce di età non può certo soprassedere sul pubblico giovanile. Un po' perché andando a scuola non hanno gran che da fare per tutto il resto della giornata, un po' perché i ragazzi sono indubbiamente quelli che hanno più voglia di sperimentare. Una decoratrice professionista si arma di stencil, colla, bombolette spray, aerografo, latte di vernice, pennelli, colore, colore e colore, e spiega finalmente a questi giovinastri senza arte né parte, che quegli orribili scarabocchi sui muri della scuola potrebbero essere decisamente più accettabili se fossero fatti meglio e, di conseguenza, spiega come imbrattare muri (esterni ed interni), mobili e suppellettili in modo decorativo e artistisco favorendone il riciclo, facendo la gioia dei critici e la disperazione di presidi e personale scolastico. Ma il MOIGE si tranquillizzi: vista la situazione in cui versa la maggior parte degli istituti scolastici del Paese, è molto probabile che qualunque intervento da parte dei ragazzi, anche il più vandalico, sia soltanto migliorativo.


COPPIE SCOPPIATE

Seguito ideale di “Dimmi di sì”, la trasmissione in cui le giovani coppie arrivano a una scoppiettante richiesta di matrimonio, “Coppie scoppiate” si introduce nella vita di una coppia ormai sull'orlo dell'omicidio e, grazie all'aiuto di un consulente, osserverà impassibile le peggiori litigate dei due coniugi, prendendoli poi da parte e spiegando loro dove sbagliano e cosa potrebbero fare per rendere il loro menage magico come un tempo. La puntata terminerà puntualmente con un divorzio scongiurato, con i consigli dello psicologo e la lista delle “dieci cose da non fare” per evitare che l'altro s'incazzi. Poi vabbé, per la separazione c'è sempre tempo...










Le nostre ricorrenze: 19 ANNI (quasi) DI psDOOM!

2/08/2019
Questo articolo apparve originariamente nell'aprile del 2010, a 10 anni esatti (più o meno, si sa che con noi l'esattezza è rigorosamente spannometrica) dalla release iniziale, per cui palrare di ricorrenza poteva anche avere senso. Adesso è febbraio e di anni ne sono passati altri 9. Quindi parlare di ricorrenza non ha molto senso e poi diciamocelo: 19 anni che razza di ricorrenza è? Potevamo aspettare ancora un anno e sarebbero stati venti? Ma se poi ce lo fossimo dimenticati? Chi ne aspettava altri cinque o dieci per fare cifra tonda? Per cui, amici, niente sbattimenti e riecco l'articolo tale & quale! Buona rilettura. -Noi Bovas


Ai mostri più grossi e cattivi sono riservati i processi più importanti...
Cari lettori di BovaByte, parte da questo mese l'ennesima “rubrica nella rubrica” che si sa quando parte, ma non si sa mai quando arriva, se arriva, e quanto dura il viaggio. In altre parole, di tanto in tanto ci rammenteremo di qualche particolare anniversario e lo menzioneremo qui, ma non aspettatevi una rimembranza al mese perché se no non se ne esce più. In ogni caso, il mondo informatico è costellato da tanti piccoli grandi avvenimenti che, a causa della loro specificità o delle lobby dell'informazione, non raccolgono lo spazio e la notorietà che meritano. Ma per fortuna ci siamo noi che, non sapendo cosa scrivere altrimenti, abbiamo deciso di giungere in soccorso di queste sfortunate ricorrenze e consegnarle agli annali come meritano.
Questo mese, per esempio, ci occupiamo dell'uscita, tra marzo e maggio del 2000, del più utile strumento di amministrazione che le macchine *nix abbiano mai avuto: psDoom. In pratica, un'interfaccia grafica per i comandi 'ps', 'renice' e 'kill' basata sullo storico sparatutto di iD Software. Grazie a psDoom, utenti e amministratori di sistema potevano vagare per i primi livelli del gioco – o in stanze create per l'occasione – uccidendo mostri che, in realtà, rappresentavano i processi (e quindi i programmi) in esecuzione sulla macchina. Insomma, cari utenti di Windows, immaginatevi di premere Ctrl+Alt+Canc e, invece di vedere apparire il serioso task manager di Microsoft, di poter sparare ai processi e di “ammazzarli” nel senso letterale del termine: una vera goduria per qualunque system administrator! PsDoom nacque per scherzo, ma arrivò a un notevole grado di sviluppo, comprendendo alcuni automatismi per evitare che i processi si ammazzassero casualmente con il fuoco amico, eventualità che nelle prime versioni trovava questa giustificazione ironica: “in una macchina particolarmente impegnata, non è inusuale che il sistema operativo ammazzi qualche processo a caso”. Inoltre, se un utente privo dei necessari permessi uccideva un task che non gli competeva, a “morire” era solo la sua rappresentazione all'interno di psDoom, mentre il mostro ad esso associato sarebbe riapparso automaticamente di lì a poco. Infine, ferire un processo invece di ucciderlo si limitava ad alzarne il grado di “gentilezza”, facendo sì che esso lasciasse più risorse a disposizione degli altri programmi in esecuzione. Dieci anni sono passati ma, purtroppo, psDoom non è ancora diventato il task manager standard delle distribuzioni di Linux. Peccato.

Se eseguito da root, psDoom entra in god-mode e impedisce ai mostri di uccidere l'utente. Del resto, uno è root mica per niente...


Con i livelli personalizzati, attivi solo con le versioni registrate di DooM, è possibile entrare come root in una stanza piena di ogni genere di arma.

venerdì 30 novembre 2018

L'angolo dell'inventore: GLI INCOLLANT

11/30/2018
Eleganti, seducenti, irrimediabilmente sexy,
gli incollant sono disponibili in due
versioni: integrali e autoreggenti.
Carissimi amici, ancora una volta torno a parlarvi delle mie geniali invenzioni che, per una banale scusa o per l’altra, non vengono mai prese in considerazione dalle aziende. La verità – ne sono sempre più convinto – è che le mie invenzioni, essendo intrinsecamente utili e longeve, impauriscono i loro reparti di ricerca e sviluppo: come potrebbero mai migliorare un oggetto “definitivo”? Così, dopo lo scomodino e il telebloccando, mi trovo a parlarvi di un oggetto che ho pensato per la mia fidanzata, ma che nessuna grande sartoria ha deciso di produrre, se non in un unico esemplare. La mia ragazza, infatti, come tutte le altre belle signorine si è dovuta confrontare – con grande imbarazzo – con una delle peggiori evenienze per una donna: la rottura delle calze. Chi di voi ha mai accompagnato la sua partner a una festa o a un incontro pubblico, sa benissimo quanto possa essere terribile la rottura di una di lei calza: in questi casi, infatti, le donne cominciano a scurirsi in volto, a guardarsi nervosamente attorno, a urlare frasi isteriche e a cercare di coprire lo “strappo” con qualche altro indumento. Ma da oggi non più, grazie ai miei favolosi…


INCOLLANT

Gli incollant sono le calze definitive: le indossi una volta sola, e poi li tieni per tutta la vita. Aderiscono completamente alla pelle e vi si attaccano in modo permanente: le loro fibre, infatti, sono cosparse – soltanto all’interno – di una colla liofilizzata che impedisce alle calze di incollarsi quando sono nella confezione, ma che a contatto col sudore fa immediatamente presa. L’incollant è normalmente bianco: siccome non si può togliere, per cambiargli il colore bisogna cospargerlo di una vernice apposta. Le fibre, oltre che estremamente tenaci, sono decisamente resistenti: non si strappano, non si rompono, proteggono pure la pelle dai graffi. Certo, c’è sempre il pericolo che qualche incidente possa squartarvi mezza gamba (e quindi anche l’incollant), ma in questo caso basterà attendere che si formi la cicatrice, e poi coprirla con un secondo incollant. Fino a tre strati, la pelle respira ancora. Non temano, infine, i feticisti della calza intima: proprio per loro ho pensato perfino alla colla aromatizzata. Sono, o non sono un genio? (No, sei un disgraziato. NfBovas)

“Grazie agli incollant ho finalmente ritrovato il sorriso” – ha dichiarato Ulla Jovhnova, l’unica modella così coraggiosa da indossarli – “non mi verrà mai più la voglia di toglierli!”. Sai che forza, tanto non potrà farlo…


A cura di Angelico Medaglia
Inventore incompreso (e disgraziato).

martedì 27 novembre 2018

Le interviste di Max Cioè: UNO SCOOTER A REAZIONE!

11/27/2018
Cioè, raga, sono troppo figo. L'altro giorno cioè quei due mentecatti dei Bovas sono andati in vacanza, cioè, perché voi dovete capire che in realtà i siti web è come se viaggiassero nel tempo: io ci scrivo sopra all'inizio di agosto e voi leggete le stesse cose a fine novembre, vuole dire che io rispetto a voi sono troppo avanti, cioè, perché le cose le so in anticipo rispetto a voi ecco. Per cui, dicevo, i Bovas sono andati in vacanza (non fa una piega... NdBovas). Allora io cioè che ho fatto? Sono andato in America e ho intervistato Ron Patrick, un tipo troppo avanti a cui avevo chiesto di truccarmi lo scooter, lui sì che è un modder, mica come quei poppanti che ficcano un neon colorato sotto la scocca della macchina e si sentono troppo fighi per questo!
 
La livrea del veicolo non sembra risentire dell'enorme bozzo stile “palo nel sedere” che esce da quello che, una volta, era il bagagliaio.
Max Cioè: Cioè, Ron, ci parli un po' delle tue favolose elaborazioni?
Ron: Ciao Max, innanzitutto volevo dire che sei proprio figo, è un piacere parlare con un giornalista di spessore come te, molti altri hanno cercato di intervistarmi, ma nessuno c'è riuscito, ma tu sei troppo scaltro, troppo intelligente, troppo (Max! Smettila subito di incensarti e scrivi quello che ti ha detto il tizio veramente! ndBovas) (uffa, e vabbè... ndMax Cioè)

Il Maggiolino di Ron sfreccia sulla strada
bruciando l'aria e l'asfalto.
Supercar gli fa 'na pippa, gli fa...

Max Cioè: Cioè, Ron, ci parli un po' delle tue favolose elaborazioni?
Ron: Oh mamma mia! E tu chi diavolo sei!? Pivello, sparisci immediatamente dalla mia vista o ti spacco quel reattore in testa!

Max Cioè: No, dai, il mio papi può comprare qualsiasi cosa e sono sicuro che non mi direbbe mai di no, se gli procurassi un'automobile come la tua!
Ron: Ah, bè, ma allora in questo caso se ne può parlare. Il mio maggiolino altro non è che una classica New Beetle a benzina a cui ho aggiunto un secondo motore a reazione, di quelli che si usano normalmente in razzi e aerei a propulsione. Chiaramente, ho dovuto scegliere un modello piccino e rinforzare la macchina, altrimenti sarebbe decollata: era il motore di un elicottero, poi convertito in propulsore con successive elaborazioni. Inoltre, come puoi notare dalle foto che hai rubato dal mio sito, ho eseguito il lavoro in modo che la linea originale dell'automobile non si perdesse più di tanto. Non gli ho nemmeno appiccicato gli adesivi tamarri, nonostante me lo avessero consigliato!

Un altro progetto di Ron, lo scooter dei miei sogni.
L'unico problema che ha è rinforzarlo abbastanza
per reggere i due piccoli motori laterali

Max Cioè: Certo però che con le fiamme disegnate sulla carrozzeria sarebbe stata meglio... ma vabbè, a che velocità può arrivare la tua automobile?
Ron: Veramente non ne ho idea e non ho nessuna intenzione di scoprirlo. Ho costruito questa macchina per divertirmi, non per andarmi ad ammazzare! In ogni caso, adesso il mio maggiolino adesso ha 1.350 cavalli di potenza in più. L'unico problema è procurarsi il carburante, visto che in giro non ci sono molte stazioni di servizio per motori a reazione.

Max Cioè: Qual è stata la tua più grande preoccupazione durante il lavoro di elaborazione?
Ron:
Siccome mi sono messo a bucare una macchina nuova di zecca, mi domandavo cosa avrebbero potuto pensare di me i miei vicini di casa, se solo l'avessi rovinata! Dico, è un'auto nuova, mica una vecchia carretta senza più valore! In ogni caso, fare un buco perfettamente circolare attraverso tre strati di superfici irregolari non è affatto semplice, provare per credere! (per carità! Non fatelo!!! ndBovas).

Max Cioè: Scusa, ma se ti ferma la pula, tu cosa le dici?
Ron:
Potrà sembrare strano, ma in California un aggeggio del genere è perfettamente legale. O, meglio, lo è perché non rientra in nessuno dei parametri fissati dalle leggi per stabilire cosa sia legale e cosa no. Mi hanno pure fermato una volta, guarda, ho la foto-ricordo!
Quando si circola con un veicolo come questo possono capitare delle seccature. Notare lo sguardo divertito di Ron mentre il pubblico ufficiale non sa precisamente per cosa multarlo...

Max Cioè: Figo! Vabbè, ora che ti ho reso famoso, cioè, me lo regali il tuo scooter a turbo reazione? No, vabbè, cioè, non serve che imbracci il fucile, me ne vado da solo. Ciao eh... (Max! Quand'è che la smetterai di farci fare queste brutte figure!? Ma guarda te... ndBovas)

Un'altra visuale dello scooter che spiega, cioè, meglio di mille parole quali siano i problemi di un'elaborazione di questo tipo. Altre foto su www.ronpatrickstuff.com


A cura di Max Cioè

venerdì 12 ottobre 2018

Mouse scagliati contro il muro: LE SOLUZIONI DI BOVABYTE!

10/12/2018
Visto che il buon Angelico Medaglia ha pensato a una soluzione per l'annoso problema dei mouse scagliati violentemente a terra negli impeti d'ira, ci siamo permessi di trovare anche noi un paio di suggerimenti – più facilmente – a portata di tutti. Eh sì, perché purtroppo "non importa se il problema è un bug nel software, non importa se il filesystem si è corrotto, non importa nemmeno se una ventola si è fermata o se è colpa di Bill Gates, a rimetterci la pelle (pardon, la plastichina) di solito è il mouse. Una vittima incolpevole e inconsapevole, le cui uniche colpe sono soltanto quella di aver perso il proprio filo grazie all'evoluzione tecnologica, e quella di essere il primo oggetto a portata di mano dell'adirato operatore". Ma una volta che avrete applicato uno o più dei nostri metodi, non capiterà più neanche a voi di scagliare violentemente il mouse in un impeto d'ira!

Fate ingrassare il “topo”


Avrete certamente notato che in commercio ci sono mouse di cui è possibile aumentare il peso. L'operazione di solito comporta l'aggiunta di piccoli pesi, nell'ordine di pochi grammi, all'interno di appositi vani. Noi, tuttavia, suggeriamo l'esatto opposto: incastonare il mouse in un solidissimo mattone, il più pesante che riuscite a trovare. Ciò ne renderà indiscutibilmente più problematico il decollo e, per di più, dopo un'intera settimana di lavoro vi verranno due bicipiti così. Altro che palestra!

Date valore ai vostri comandi


Vi costerà più o meno come venti stipendi tutti insieme, ma volete mettere il fascino kitch di un modding del genere? Prendete l'elettronica del vostro mouse e infilatela in un lingotto d'oro massiccio. Poi non vorrete più, per nessunissima ragione, separarvi dal vostro topolino. Non lo lascerete a più di un centimetro di distanza da voi, altro che scagliarlo lontano a portata di mano altrui!

Usate questo tappetino


Se funziona coi topi veri, figuriamoci se non deve funzionare anche per un aggeggio di plastica che, al massimo, sulla pancia ha una rotellina! Il funzionamento è semplice: aprite il foglio con la parte collosa rivolta verso l'alto, ci appoggiate sopra il mouse e poi lo afferrante, avendo cura di appoggiare sulla superficie appiccicosa anche il vostro polso. Dopodiché, ve lo assicuriamo, non avrete più modo di scagliare lontano alcunché. Forse, però, è meglio che sostituiate il mouse con una trackball, se intendete andare avanti a usare il computer come si deve...

Fido

Fin dalla preistoria, quando nacque il sodalizio con l'uomo cacciatore, il cane è sempre stato il nostro migliore alleato. Non si vede quindi perché non debba esserlo anche per l'informatico iracondo. Insegnate al cane ad afferrare gli oggetti al volo e tenetelo sempre al vostro cospetto. Non solo lo farete più felice, ma salverà la pellaccia (pardon, la plastichina) al vostro mouse un sacco di volte! Certo, ve lo riporterà un po' “condito”, ma non sarà certo un po' di bava a mettere in forse il vostro amore per gli animali, o no!?

Il mouse dell'inventore: SI TRASFORMA IN UN RATTO MISSILE

10/12/2018
Lavorare col computer, si sa, non è sempre facile. Non tanto per la difficoltà in sé di avere al proprio cospetto un collaboratore elettronico velocissimo, sì, ma stupido come un ferro da stiro un po' più evoluto, quanto per la micidiale capacità di quest'ultimo di smettere di funzionare – per motivi invariabilmente misteriosi – proprio nel momento del maggiore bisogno. E sapete qual è la periferica che di solito ne fa le spese? Non importa se il problema è un bug nel software, non importa se il filesystem si è corrotto, non importa nemmeno se una ventola si è fermata o se è colpa di Bill Gates, a rimetterci la pelle (pardon, la plastichina) di solito è il mouse. Una vittima incolpevole e inconsapevole, le cui uniche colpe sono soltanto quella di aver perso il proprio filo grazie all'evoluzione tecnologica, e quella di essere il primo oggetto a portata di mano dell'adirato operatore. Non si contano i mouse rottamati da improvvisati emuli di Nicola Vizzoni in preda a una crisi di nervi, sottoposti a un repentino decollo e destinati a un fragoroso schianto contro il muro antistante, sul pavimento o, nei casi più sfortunati e maggiormente scenografici, esattamente al centro dello schermo. Ebbene, questa strage di dispositivi innocenti è destinata a finire grazie al mio  incredibile...

MOUSE GIROSCOPICO A RETRO-RAZZI

Il mouse giroscopico a retro-razzi torna dal suo padrone come un fedele servitore, nonostante questi l'abbia scagliato contro il muro a velocità smodata
L'idea alla base di questo prodotto, di cui ho realizzato un mock-up che certamente farà piacere a una nota casa produttrice di origine svizzera, è tanto semplice nella sostanza quanto difficile (e straordinariamente costosa ndBovas) nella realizzazione, perché richiede uno studio approfondito nella miniaturizzazione delle parti. Fondamentalmente, si tratta di un mouse dotato di un giroscopio, di un accelerometro (e questo non dovrebbe essere difficile, c'è in ogni telefono ormai!) e di un paio di razzi propulsori collegati ad altrettante sfere basculanti, che ne consentono l'orientamento in base alla direzione da prendere. Il mouse, normalmente, funziona esattamente come tutti gli altri: basta spostarlo su un piano in tutte le direzioni perché trasmetta la sua posizione relativa al puntatore sullo schermo. L'accelerometro, tuttavia, tiene attentamente sott'occhio la velocità con cui viene mosso e, nel caso quest'ultima superasse abbondantemente le abitudini del proprietario, interverrebbe il giroscopio per calcolare la posizione relativa nello spazio a tre dimensioni: in caso di decolli, avvitamenti o cadute fuori programma, il mouse attiverebbe automaticamente i razzi che, sempre grazie al giroscopio e a una versione custome del programma per Android “Livella a Bolla”, cercherebbero di riportare lo sfortunato oggetto non soltanto a una posizione di equilibrio, ma anche sul tavolo dell'adirato utente (che ormai avrà sbollito la propria rabbia, e si sarà già preoccupato del costo di un nuovo mouse). Una futura e più costosa versione del mouse giroscopico a retro-razzi potrebbe anche includere un rilevatore GPS che, all'occorrenza, potrebbe riportare il mouse a casa, qualora l'utente fosse proprio arrabbiato nero e si fosse divertito a scagliarlo lontano servendosi di una fionda, di una catapulta o di un piccione viaggiatore. I problemi evidenziati con i primi prototipi riguardano la bassissima durata delle batterie e le dimensioni dei razzi propulsori, purtroppo non ottimali al di fuori di Brobdingnag. Per il momento, infatti, non è stato ancora possibile realizzare un prototipo più piccolo di 10 metri, e nemmeno vi diciamo quante pile AAA siano state necessarie per muoverlo di 10 centimetri! Ma io non desisto, e prima o poi riuscirò a vendere il brevetto di questa utilissima invenzione, osteggiato per il momento da tutti i produttori che vedrebbero diminuire le vendite per i “replacement” dei propri mouse (essì, è sicuramente tutta una congiura... ndBovas).

(segue con: Le soluzioni alternative di BovaByte!)


Il mouse giroscopico a retro-razzi si risolleva da una potenziale caduta. Un sistema a pane imburrato impedisce al mouse di cadere rivolto dalla parte sbagliata

A cura di Angelico Medaglia
Inventore incompreso (e semirincoglionito)

mercoledì 3 ottobre 2018

BovaByte vi spiega COME PULIRE A FONDO IL COMPUTER!

10/03/2018
Visto l'enorme successo riscontrato dalla nostra inchiesta sulle tastiere, e sui micidiali nemici dell'igiene che le abitano, abbiamo deciso di tornare con forza sull'argomento perché la salute è importante e, soprattutto, perché individuare la sporcizia senza fornire un buon metodo per rimuoverla, tutto sommato, è abbastanza inutile. Così noi Bovas ci siamo scervellati e siamo giunti alla conclusione che un modo perfetto per pulire il PC, purtroppo, non esiste, ma che in ogni caso potevamo segnalare degli ottimi tentativi. Eccoli qua:

IL MOCIO IMBEVUTO

Un metodo per pulire il computer ben benone, andando a rimuovere la polvere tra i cavi, consiste nello strizzare uno scopettone morbido nel case, non prima di averlo imbevuto in acqua e candeggina. Certo, dovrete attendere un po' di tempo prima di riaccendere il PC e, soprattutto, aver pregato in diciotto lingue tutte le divinità che conoscete che il computer funzioni ancora, ma del resto la salute non ha prezzo e la pulizia nemmeno.

L'ASPIRAPOLVERE SUPERPOSSENTE 


Un modo davvero radicale per eliminare dal computer la polvere e gli acari che se ne cibano, consiste in una bella passata con un potente aspirapolvere. Aprite il computer e adagiatelo sul pavimento, quindi assumete un'espressione ebete come la modella nella foto. Accendete l'aspirapolvere e passatelo ben bene tra le spire dei cavi e negli anfratti del case. Solo un consiglio: segnatevi dov'erano tutti i ponticelli e recuperateli dal sacchetto, o il computer difficilmente funzionerà come previsto.

IL GETTO LAVASTRADE


Quando la sporcizia è tanta e la polvere si è ormai incrostata, non c'è niente di meglio di un bel soffio di aria compressa da 200 atmosfere. Qualunque cosa volerà via dal case: pilucchi, briciole, nidi di ragno e bacarozzo, e anche qualche componente elettrico (ma state tranquilli: con tutti quelli che rimangono, il computer funzionerà lo stesso...). In assenza di un getto d'aria potente come quello delle municipalizzate, potete usare un compressore industriale.

LA SOLUZIONE AGRESTE


Se, come noi, abitate sulla riva di un fiume, questo sistema vi risulterà molto più agevole. Altrimenti potete ricorrere alla vasca da bagno e, se avete solo la doccia, potete sempre usare i servizi igienici del vicino. In ogni caso, questo metodo di pulizia consiste nell'immergere il computer nelle acque vive di un torrente di montagna, o di un fiume, o di un lago quando passa un motoscafo. L'immersione farà venire a galla i batteri e, se dovesse andarvi bene, potreste anche recuperare qualche insperata pepita d'oro. Ma farà anche decadere la garanzia. Del resto, che non sono metodi perfetti lo avevamo scritto, no?

L'ASSISTENTE PIACEVOLE

È il metodo più costoso, ma è anche quello che farà più piacere al vostro computer e, soprattutto, al relativo utente. Per metterlo in pratica occorre assumere una ragazza di bella presenza, meglio se di professione spogliarellista, e obbligarla a pulire il computer strusciandosi su di esso. Con un extra, è possibile che pulisca anche voi allo stesso modo. In ogni caso, non aspettatevi di cavarvela con poco.







giovedì 27 settembre 2018

BOVABYTE COMPIE TRENT'ANNI!

9/27/2018
Sembra davvero incredibile ma, per una strana coincidenza, in questi giorni si accavallano tre anniversari importantissimi: i 30 anni di The Games Machine (di cui vedete la splendida copertina, ulteriormente professionalizzata), i 20 anni di Google e... i TRENTA ANNI di BovaByte.


Fu infatti all'imbrunire di Settembre del 1988 che dalle menti malate di Paolo Besser e Davide Corrado nacque la fanzine di "BovaByte", due fogli graffettati, scritti e disegnati interamente a mano, che nonostante la prematura e ingloriosa fine del debutto, gettarono le basi per un radioso futuro da disagiati. In 30 anni la "prima rivista per chi di compiuters non ci capisce niente" ha fatto tantissima strada: dalla fanzine alle pagine di Zzap! prima e The Games Machine poi, con brevi comparsate altrove e perfino un diario scolastico, per poi approdare su Internet e, dopo una lunga pausa, nuovamente su The Games Machine. In questi anni abbiamo seguito l'evoluzione del mondo IT stupendoci, ogni volta, di come le stupidaggini che ci siamo inventati siano state poi realizzate veramente, neanche fossimo gli sceneggiatori di Star Trek. Abbiamo introdotto grandi e piccoli personaggi diventati iconici. Abbiamo asperso irornia a "professionalitàaaaa" su questo settore senza darci mai per vinti. E soprattutto abbiamo strappato tanti sorrisi a voi che, nonostante tutto, ci seguite ancora oggi.

Grazie, amici, per questo successo.

Poi passiamo a pagarvi.

Noi Bovas

L'angolo del sistemista: ECCO A VOI HUBZILLA

9/27/2018
Non so se è per l'estrema serietà e professionalità che devono mantenere con il settore commerciale (tutta finzione, ovviamente, altro che metodo Stanislaski! NdBovas) o per quale altra motivazione, ma i sistemisti UNIX sono davvero esseri bizzari se conosciuti nell'intimità: la loro maturità mentale, tanto per dirne una, è inversamente proporzionale al loro carisma informatico, ed è paragonabile a quella di un bambinetto grasso con le manine pacioccose di 5 o 6 anni! Ne è una prova il nostro simpatico Davide, il quale, per chi non lo sapesse, si è dedicato proprio a questa professione. Ma andiamo pure a vedere quale prezioso ammennicolo tecnologico il nostro prode eroe/mentecatto è andato a scegliere per questa recensione:

PORTE FIREWIRE NO PROBLEM, ECCO A VOI HUBZILLA!

Ebbene lo ammetto, non possiedo nemmeno una periferica firewire, il mio portatile e i miei server non supportano questo standard e in effetti non mi interessa nemmeno utilizzarlo. O meglio, non mi interessava prima di incappare in questa magnifica periferica, che oltre ad essere utile, è di per sé un oggetto profondamente inutile! Di cosa sto parlando? Ma semplice, di questo magnifico hub firewire a forma di dinosauro (ricorda molto da vicino Gozilla!). In pratica dopo averlo visto ho pianificato un upgrade totale del mio parco macchine per poterlo utilizzare!
Solo una parola lo può definire: bellissimo!


È grande, è forte… è Hubzilla, l’hub
firewire più smargiasso del mondo!

Caratteristiche principali:
- hub firewire a 4 porte
- zampe e coda si muovono!
- la bocca si accende quando è collegato alla porta firewire del vostro computer
- non richiede l'installazione di drivers
- protegge dagli sbalzi si tensione
- non morde
- non si ciba degli atri pupazzetti che avete sulla scrivania

UTILITÀ 3
INUTILITÀ 5
STUPIDITÀ 4
INVIDIA DEI COLLEGHI 5

GLOBALE 5
E si muove anche!

PRODUTTORE: Ditta Airons di Vigevano settore oggetti inutili
PREZZO: 100 EURO





A cura di
Davide Corrado
sistemista provetto

martedì 18 settembre 2018

Altro che datagate americano! IL PASTORE SUPEREROE INCOMPRESO

9/18/2018
A volte capitano cose che, di punto in bianco, spezzano tutti gli incantesimi e uccidono qualunque poesia. Un po' come quando si rivede un calciatore trent'anni dopo che si è ritirato dalla vita agonistica, o come quando i genitori sono costretti ad ammettere che Babbo Natale non esiste (Come sarebbe a dire “non esite!”? NdP) (Vieni, dobbiamo fare un discorso NdD), o come quando Ilona Staller appare in qualche talk show, così com'è oggi.
Il Pastore durante l'ordinaria pulizia dei suoi server
per il calcolo parallelo
Ecco, quelle cose così piccole, ma anche così crudamente reali che, quando ti ci trovi di fronte, non puoi provare altro che un po' di sana, immotivata, ma pur sempre momentanea costernazione. Così come credevamo che Andreotti fosse Highlander, per esempio, eravamo pure convinti che il Pastore avesse assoggettato alla sua lucida follia tutta la sua famiglia. Mai ci saremmo immaginati, invece, di assistere impotenti a una telefonata di fuoco con sua moglie, evidentemente inviperita per il continuo bighellonare del marito in quello stanzone putrido e freddo che lui stesso definisce “il mio antro”.
Dalla cornetta provenivano urla e cocenti rimproveri che il poveraccio, a fatica, dissimulava con dei sorrisetti di circostanza, ogni volta che qualcuno passava di là e rivolgeva lo sguardo nella sua direzione. Gli stessi sorrisi, per intenderci, che si fanno durante le riunioni di lavoro quando sopraggiunge un attacco di dissenteria. Alla fine della conversazione il nostro amabile pecoraio era così imbruttito, ma così imbruttito, che non lo vedevamo tanto imbruttito dai tempi del liceo, quando era la vittima designata di tutti i nostri scherzi più truci. “Le faccio vedere io le faccio – mormorava tra sé e sé, senza biascicare le vocali (cosa che capita solo ai più alti gradi di stress) – glielo faccio vedere io, chi è l'inutile! L'eroe più professionale del quartiere, ecco cosa diventerò!”.
Già ce lo immaginavamo nei panni di Super Pippa, una roba che pure Rat Man si sarebbe vergognato di prendersi come garzone, ma evidentemente indossare una calzamaglia non rientrava nel suo stile. I mesi passarono e così, pian pianino, ci dimenticammo sia dell'episodio, sia della sua sconcertante promessa.
Finché, all'improvviso, non accadde qualcosa di assolutamente inaspettato: il settimanale locale, invece di occuparsi come sempre dei pettegolezzi del quartiere, del ciclo vitale della pantegana strabica, del concorso estivo di miss piscina, dell'imperdibile concerto di qualche gruppetto sconosciuto o della sagra del pinzimonio, intitolava “cittadino modello sventa furto in appartamento”. E poi: “cittadino modello denuncia truffa ai danni della municipalizzata”. E ancora: “cittadino modello scopre un giro di finte modelle”. Tre settimane, tre clamorosi colpi inferti alla criminalità da un cittadino modello e, con nostro apocalittico incanto, questo cittadino modello era proprio il Pastore. Inutile dire che la cosa inizialmente ci abbia riempiti di orgoglio – Gianfranco D'Angelo, nella sua immortale imitazione di Pippo Baudo, avrebbe detto “lo abbiamo scoperto noi, il Pastore, lo abbiamo scoperto noi!” – ma poi, ragionando a mente fredda sulla situazione e soprattutto sull'individuo, giungemmo alla conclusione che qualcosa non quadrasse per niente. Dovevamo scoprire cosa fosse a tutti i costi.
E così, mentre le gesta del “cittadino modello” si facevano sempre più ardite, non potemmo non notare anche un'altra curiosa, ma incidentalmente sospetta mutazione del nostro alfiere del superfluo. Il Pastore che conoscevamo non parlava d'altro che di processori, server, schede video, benchmark, schede video applicate ai benchmark, benchmark applicati alle schede video dei server, ma quello che avevamo di fronte nelle ultime settimane era solo la sua essenza materiale: un'altra persona nello stesso corpo. Che, invece di ammorbarci con fantasiose teorie informatico-complottiste come al solito, era stranamente propensa al pettegolezzo: “Sapeeeteee, domani andrò a prendere il pane dal fornaio sotto caaasaaa. Lui non lo saaa, ma sua moglie lo tradisce continuamente con il postiiinooooo, poi lei va a spifferare le sue performance amorose con le sue amiiicheee”, “Beelloooo, venerdì uscirà un nuovo modello di cellulaaareee, ma io so che gli scatoloni verranno consegnati già mercoledì seeeraaaa, così mi sono messo d'accordo con il mio telefonaio di fiduuuuciaaaa e me lo porta in palestra giovedì!”, “Ho tolto tutti i miei risparmi dalla banca Icsipsilonzeeeetaaaa, perché i cassieri organizzano le puntate alla sala VLT e spesso usano i soldi dei clieeeentiii, ho già avvisato la Polizia che sta organizzando una retaaaataaa”. Il Pastore che si interessa delle corna altrui. Il pastore che intercetta l'arrivo di un telefonino. Il Pastore al corrente dei piani della Polizia. Il Pastore che va in palestra. Era davvero troppo.
È inutile cercare di sfuggire
alla potenza del Tetraedr™...
Stavamo per bloccarlo all'ingresso del suo antro quando lui stesso ci ha preceduti: “Lo so che la mia improvvisa carriera di supereroe vi ha lasciati interdeeeeettiii – ci ha detto, stupendoci un'altra volta – ma io ho un segreeetoooo. Vi ho sentiti benissimo quando stavate organizzando un terzo grado per me, e vi ho sentiti benissimo anche mentre confessavate di essere gli autori dei più terribili scherzi della mia gioventù. Siete delle carooogneeee, ma in fondo vi voglio beeeeneee, per cui non vi dirò nieeenteee”.
“Eh no, Pastore, adesso spifferi tutto. Altrimenti diamo fuoco al server che lancia i batch con cui esegui i benchmark tutto il giorno”.
“E va beh, parlerò. Vi ricordate quando vi dissi che sarei andato in vacanza in Patagonia? Mentivo. In realtà sono stato chiamato negli USA come esperto di informaticaaaa, di hackeraggioooo, di spionaggio industriale e pure di staaaalkiiing. E, con il mio indispensabile aiuuutooo, hanno realizzato una rete di server in grado di intercettare qualsiasi tipo di comunicazione elettroooonicaaa: telefonaaateee, faaax, essemmeeeeesseeee, email, piccioni viaggiatoooriiii, perfino le chattate via iiiinterneeeet. Loro sì che sono professionali! Così io, una volta arrivato a caaasaa, ho deciso di creare qualcosa di simile e di chiamarlo Tetraedr™. Purtroppo non dispongo degli stessi mezzi del governo statuniteeeenseeee, ma grazie alla non proprio esigua potenza dei miei cluster per il calcolo parallelo, ho comunque potuto intercettare tutte le comunicazioni del mio quartieeeeereeee. Beeeellooooo!!!”
“Ma Pastore! Quello che stai facendo è assolutamente illegale! Non puoi metterti ad ascoltare tutto quello che dicono i tuoi vicini di casa!”
“Tutto no... il sistema analizza qualunque cosa e poi mi passa solo le comunicazioni più interessanti, per mezzo di un potente algoritmo di ricerca tramite parole chiave. Parole come fregatura, furto, rapina, ma anche tante altre che qui non posso ripeeetereee, perché sono di interesse esclusivamente personaaaaleee. Ma d'altronde, con tutti i servizi che rendo alla comunità, voglio proprio vedere chi oserebbe mai sollevare la questione della privacy! Sono il loro cittadino modeeeelloooo adesso. E nessuno potrà mai impedirmi di fare quello che faaaacciooo. Ora indico una bella riunione alla Sala del Circondario, e gliene parlo apertamente a tuuuuttiiii. Proporrò loro di farmi ascoltare liberamente tutte le telefonate, le email e così via. Per il loro bene. Capiranno!”.

Pur di convincere i vicini di casa della bontà delle sue intercettazioni clandestine, il Pastore è stato capace di qualsiasi “trucco”...

La riunione c'è stata. I cittadini hanno ascoltato. Hanno fatto qualche domanda. Hanno valutato. Hanno capito. Adesso il Pastore è in Patagonia, in convalescenza, mentre tutte le autorità (quelle vere) sperano in qualche modo di blindarlo. Casomai vi capitasse di sentirlo, fateci un fischio. Ci deve ancora due pizze margherite con l'origano.

martedì 11 settembre 2018

La robba molle del Pastore: IL SALSICCIOTTO PER L'iPHONE!

9/11/2018
Era da un po' di tempo che il nostro pecoraio di fiducia non si faceva più sentire. Del resto, le sue idee bislacche per dei business intrinsecamente privi di futuro (ma anche di un presente) colpiscono sempre piuttosto duro sulle sue finanze che, non sappiamo come né perché, riescono invece a riprendersi ogni volta. In ogni caso, un po' come i presidenti di Stati Uniti e Unione Sovietica ai tempi della guerra fredda, anche noi abbiamo istituito con il Pastore un “telefono rosso” capace di collegarci in via del tutto esclusiva, l'unica differenza è che il nostro è marrone. E la suoneria è sempre impostata su “silenziosa”. Nonostante questo, il telefono ha preso vita e non abbiamo potuto fare altro che rispondere: “Ciaoooo... sapete mica dirmi quanti iPhone hanno venduto in Italia? Ah! Bene. E sapete mica dirmi quanti produttori di salsicciotti hanno contratti con la grande distribuzione? Certo che mi interesaaaaa! Se no cosa ve lo chiedevo a fareeee!?”. Dopo qualche tempo, il Pastore si è presentato a noi con un camion pieno di salsicciotti coreani appena importati in Italia da un suo “amico che ha conoscenze ai porti” e che “opera nel settore dei trasporti a prezzi modici”. Quando gli abbiamo chiesto cosa diavolo gli fosse venuto in mente, ci ha risposto così: “Voi ce l'avete l'iPhone? Se ce l'aveste, capireste!” e poi ci ha snocciolato i dati di vendita dei salsicciotti in Corea, aumentati del 40% da quando è cominciata la distribuzione dell'iPhone. A quanto pare, infatti, in Oriente le temperature tendono a diventare molto rigide in inverno e, siccome è necessario toccare lo schermo dell'iPhone a mani nude perché funzioni, i geniali coreani hanno trovato un rimedio semplice quanto malvagio: usare un salsicciotto al posto delle dita che, grazie alla sua natura biologica, offre capacità conduttive simili a quelle delle falangi umane. “Farò un sacco di sooooldiiii! Una volta che lo hai usato, il salsicciotto può sempre essere abbrustolito e man giaaatoooo! Quindi se una telefonata può salvarti la vita, il salsicciotto non ti farà morire di faaameeee!”. E naturalmente non è finita qui: “al massimo, una volta scaduto e puzzolente, il salsicciotto resta comunque biodegradabile ed eco-friendlyyyyyyy!”. Dopodiché se n'è andato, con tutto il suo entusiasmo. E chi glielo dice che, adesso, è tecnicamente ancora estate?

Quando fa paurosamente freddo, nulla è meglio di un buon salsicciotto
per far funzionare l'iPhone come si deve!

Questa sì che è una pratica malvagia: che senso avrà mai
usare un salsicciotto al posto delle dita, quando non si
indossano i guanti? Fare pubblicità ai salsicciotti? Eh forse...

venerdì 7 settembre 2018

L'inventore: Traduttore automatico Italiano/Whatsapp e Whatsapp/Italiano

9/07/2018
Immagine liberamente tratta dalla
pagina "2 cretine e una chat whatsapp"
Cari, carissimi i miei quattro lettori di BovaByte, giacché una delle mie più recenti invenzioni, vale a dire il Vodaphon, ha ottenuto presso di voi un successo eclatante, mi è sembrato giusto continuare a illustrare le mie utilissime invenzioni per il mondo della telefonia mobile che, tanto per cambiare, sono state accolte con una pernacchia da parte di più o meno tutti i gestori di telefonia mobile esistenti. Stavolta il frutto dei miei sforzi cerebrali aveva un intento nobile, vale a dire salvare l'idioma italico dall'inesorabile imbarbarimento perpetrato dal “dialetto” di Whatsapp (in origine c'era scritto "degli SMS", ma a dieci anni di distanza sembra chiaro che ormai non li usi più nessuno... ndBovas). Quello che, per intenderci, assomiglia vagamente all'Italiano scritto ma sostituisce “ch” con K, “sei” con “6”, “per” con “x” e “qualcuno/qualcosa” con “qlc”, lasciando al lettore l'onere di capire quale sia la parola giusta in base al contesto. Ebbene, siccome io sono sempre stato convinto che a diffondere i vizi è l'uso comune, la mia idea è semplice ma efficace, ovvero l'implementazione su tutti i cellulari di un

TRADUTTORE REALTIME SCHIFEZZE/ITALIANO E ITALIANO/SCHIFEZZE

Il concetto è decisamente semplice: il mittente del messaggio scrive una schifezza del tipo “Ciao, 6 a posto? Mamma dice ke va tutto bene, xò io non ci credo xkè è tardi”, il che significa ben poco da un punto di vista logico – è vero – ma da uno grammaticale ancora di meno. A quel punto il cellulare del ricevente, prima di visualizzare il messaggio, cosa fa? Lo interpreta correttamente, e lo trasforma in: “Ciao, sei a posto? Mamma dice che va tutto bene, però non ci credo perché è tardi.”. Il che è ancora logicamente insensato, ma almeno è scritto in maniera sintatticamente impeccabile. Ciò non trasformerà i vostri amici in novelli Alighieri, ma se non altro consentirà loro di non fare la figura dei pigri analfabeti ogni volta che scrivono qualcosa. Anzi, ke scrivono qlc. È o non è geniale? Naturalmente, avrei anche potuto inserire il mio traduttore realtime sul cellulare del mittente, in modo che chiunque possa ricevere un messaggio impeccabile senza che le limitazioni tecniche del proprio terminale influissero in qualche modo... ma così gli SMS di 160 caratteri si sarebbero allungati sicuramente, trasformandosi in due messaggi. E perché dare altri soldi a Tim, Vodaphone e Wind*, quando già ne guadagnano così tanti per ogni singolo messaggio? Dite che è per questa amara considerazione che la mia idea è stata rifiutata?

NOTA: il traduttore funziona anche nella direzione inversa, ad uso e consumo di quei quattro decerebrati che, se non leggono almeno qualche K e qualche numero fuori posto, non capiscono più niente.

(*) Tre. C'era scritto "e Tre". Come passa il tempo... ndBovas


A cura di Angelico Medaglia
Inventore incompreso (e semirincoglionito)

venerdì 31 agosto 2018

Le inchieste di BovaByte: I GIOCHI NON SARANNO MAI COME LA REALTÀ

8/31/2018
Carissmi lettori, torno su queste pagine dopo tanti, tantissimi anni (l'ultima volta che feci la mia triste apparizione fu nel 1999, e forse non mi chiamavo neanche Amilcare) (così imparo a dare meglio i nomi alle immagini JPEG... ndP), per illustrare il risultato di una delle mie grandi inchieste, così grandi che mi hanno richiesto ben sei anni di ricerche, finanziate mensilmente da un (pozzo senza) fondo europeo. Alla fine, il sacrificio di pubblico denaro è servito a dimostrare una triste realtà (del resto, personaggio triste, realtà triste: tutto torna ndP), così triste che immagino coprirà di mestizia tutti coloro che investono soldi, passione e tempo nei videogiochi. Infatti, vado ora a dimostrare che...

I VIDEOGIOCHI NON SARANNO MAI UGUALI ALLA REALTÀ

Ebbene sì, cari i miei lettori. AMD, Nvidia e tutte le altre cercando da anni di ottenere la cosiddetta “grafica fotorealistica” anche in 3D, e magari un giorno ci riusciranno, i programmatori, dal canto loro, si stanno affaticando a rendere i loro modelli 3D sempre più complessi e sempre più simili alla realtà, non limitandosi soltanto a riprodurre le asperità del terreno ma cercando, con texture sempre più raffinate, di riprodurre anche le irregolarità della natura, introducendo un coefficiente casuale in tutte le cose che fanno. Ma ciò non basterà. I videogiochi non saranno mai uguali alla realtà e la colpa è soltanto dei sistemi di controllo. Già. Avete mai preso seriamente in considerazione l'idea di sostituire agli oggetti di uso comune, i corrispettivi simulacri in plastica da collegare alla porta USB? Io l'ho fatto, e adesso vi illustrerò i risultati (di alcuni posso fornire anche una prova fotografica).

Caso n°1 - IL JOYSTICK AL POSTO DELLA CLOCHE  

Tutti i produttori di hardware per PC hanno in catalogo almeno un joystick “capace” (dicono loro) di riprodurre le funzionalità di una cloche vera, ma avete mai provato a entrare in una cabina di pilotaggio, e manomettere il cockpit come mostrato nella nostra strabiliante fotografia? Secondo voi, quante possibilità ci sono che questo aereo funzioni ancora come prima? Basta infatti un errore di taratura, o anche un'improvvisa defaillance dei driver per l'USB, che questo aereo andrà inevitabilmente a schiantarsi, con tutto il carico umano al suo interno. Se voi foste a conoscenza che l'aereo su cui state per imbarcarvi adotta una soluzione del genere, salireste ancora a bordo? O fingereste un improvviso attacco di peritonite fulminante?


Caso n°2 - IL MULINELLO DELLA PLAYSTATION AL POSTO DELLA CANNA

Tempo addietro abbiamo visto un curioso mulinello da pesca in plastica, e abbiamo provato a usarlo per pescare veramente in un lago dell'Oahia (Amilcare, vorrai dire dell'Ohio, spero! NdP) (no, no, proprio dell'Ohaia, perché mentre ci andavo mi sono fatto male NdAmilcare) (aaaaargh! NdBovas), ma senza ottenere grandi risultati. Il filo di nylon, legato con lo scotch, si staccava sempre, e poi, per quanto pigiassimo sul tastino con la croce, il pesce proprio non ne voleva sapere di risalire. Forse dovevamo premere il quadratino o il cerchietto...

Caso n° 3 - LA CHITARRINA DI GUITAR FREAKS AL POSTO DELLA STRATOCASTER

Abbiamo chiesto a Pedro Juan Rodrigo Alvarez do Licenziamendo, famosissimo chitarrista di una band hard-rock-carioca sudamericana, di esibirsi a un concerto con la chitarrina di plastica di Guitar Freaks, assicurandolo del fatto che avrebbe fatto sicuramente una bella figura lo stesso. Del resto, il bamboccio che la usava con maestria in quella lontana sala giochi londinese aveva raccolto su di sé almeno una dozzina di sguardi ammirati, per cui chissà cosa avrebbe potuto ottenere un famoso chitarrista di fama condominiale come lui. Eppure, arrivato a metà della prima canzone è stato bersagliato da fischi, fiaschi e verdure assortite. Il concerto è terminato con un linciaggio mentre cercava, disperatamente, di eseguire l'assolo di “The Final Countdown” degli Europe, ovviamente in versione carioca.

Caso n° 4 - IL VOLANTINO COL FORCE FEEDBACK MONTATO SULLA GOLF

Questa era un'idea fantastica. Un vero e proprio volante per PC messo al posto di un vero e proprio volante per autovetture. Semplice da muovere, con due pedali al posto di tre (vuoi mettere la vita senza la frizione...), il cambio sulle alette e, perché no, otto comodi tasti funzione sulle razze, in modo da accedere immediatamente alle funzioni avanzate dell'autoradio. Pensate, con il comodo force feedback, sarebbe stato possibile anche accorgersi di aver fatto un pauroso frontale grazie alle vibrazioni! Eppure, il collaudo è stato un disastro: per via della scarsa rotazione dell'apparecchio è stato del tutto impossibile eseguire manovre come il parcheggio in retromarcia, la quale inoltre si attivava automaticamente dopo aver frenato (e insistendo col piede). Curvare era un problema e al minimo spostamento rispetto all'asse l'auto cominciava a sterzare. Insomma, con un volante finto al posto di un volante vero anche il miglior pilota si trasformava immediatamente in una donna alla guida. Un vero disastro.

Quindi, ragazzi miei, è inutile che speriate: fino a che i controller dei videogiochi rimarranno questi... i videogiochi non saranno mai uguali alla realtà, le simulazioni saranno sempre molto limitate e... no. Non vale montare sulla macchina mouse e tastiera!



A cura di Amilcare Paolini
Personaggio triste

lunedì 27 agosto 2018

L'angolo dell'inventore: IL VODAPHON

8/27/2018
Cari amici di BovaByte, dopo tanti mesi passati a cogitare invenzioni meravigliosissime, per le quali potrei tranquillamente essere definito il Leonardo del Ventunesimo Secolo (seee, esagera... e poi tra cinquecento anni cosa faranno? Scriveranno un giallo e lo intitoleranno “Il codice Medaglia”? Ma per favore! NdBovas), ho deciso di rifugiarmi qui per illustrare a tutti voi, menti elette che seguite codesto sito, ciò che tanto per cambiare mi è stato villanamente e senza alcuna remora rigettato in faccia, nonostante le ottime premesse della mia ultima creazione. Il mio nuovo, diabolico marchingegno nasce infatti da un'amara constatazione: le telefonate importanti, sul cellulare, arrivano soltanto quando una persona è impegnata ad asciugarsi i capelli. Non è che la cosa mi riguardi nello specifico, eh, visto che sono pelato come una maniglia, ma spesso ho notato mia moglie e i miei amici lamentarsi di questo destino ineluttabile. Qual è, infatti, il vero problema delle telefonate che arrivano mentre uno si asciuga i capelli? Semplicissimo, che entra in gioco il Primo Postulato di Braun, ovvero:

Volume(suoneria) < Volume(phon)

Inoltre, come ben sappiamo, la percezione dei suoni è sempre legata alla loro distanza dall'ascoltatore. Maggiore è la distanza, minore sarà la nostra capacità di percepirlo. E qui entra in gioco la celeberrima Terza Legge di Mia Cugina, duecento pagine di dimostrazione che per brevità riassumo con la seguente formula:

Distanza(suoneria) > Distanza(phon)

E questo per ovvi motivi (il phon di solito lo si tiene in mano, il cellulare invece giace abbandonato nella stanza accanto). Mettendo le due leggi in un insieme, comprendiamo quanto possa essere difficile sentire squillare il rompofono mentre ci si sta asciugando i capelli. Per questo, signore e signori, spalancate gli occhi e sbalorditevi, perché IO, Angelico Medaglia, ho trovato la giusta soluzione, inventando...

IL VODAPHON


Il Vodaphon non è nient'altro che un asciugacapelli con un telefono cellulare integrato, dotato di una tastiera a membrana piuttosto resistente e del tutto impermeabile, in modo che l'umidità delle mani non possa rovinarla (Angelico... questo vuol dire che tu di solito usi il phon con le mani bagnate!? Complimenti! NdBovas). Oltre alla tastiera, l'elettrodomestico è dotato anche di due apparecchi deliziosamente acustici: un altoparlante fissato sulla piega del manico, e un microfono estensibile sul limite dell'impugnatura. L'altoparlante ha un volume piuttosto alto e consente di ascoltare chiaramente quanto ha da dirci l'interlocutore. Inoltre, il phon è abbastanza intelligente da diminuire il flusso d'aria durante le telefonate (in questo modo il calore continua a uscire, ma il rumore cala sensibilmente). Appena si “posa il ricevitore”, il flusso d'aria originale viene automaticamente ripristinato.
Della serie “le cose belle della vita”, il magnifico microfono orientabile e retrattile dell'apparecchio.


Anche il microfono è pensato innanzitutto per la praticità. Quando non lo si usa lo si può riporre in posizione verticale, e diventa parte dell'impugnatura, mentre durante l'uso lo si può estendere e spostare come meglio si crede per averlo sempre vicino alla bocca, anche mentre si sposta l'asciugacapelli per raggiungere quella ciocca ribelle laggiù in fondo. Gli utenti più allenati riusciranno nel giro di poche docce a spostare phon e microfono con una mano sola! Allora: è o non è un'idea semplicemente geniale? Io le ho viste, eh, le persone, mentre cercano di telefonare col cellulare impugnando un phon nell'altra mano: quando arriva il momento di prendere in mano la spazzola o il pettine, di solito mettono giù l'uno o l'altro nel lavandino pieno d'acqua, distruggendo il telefono quando gli va bene, o restando candidamente folgorati quando gli va male... Con il Vodaphon, invece, tutto scorre liscio come l'aria calda, e potrete meravigliarvi tutti quanti per il raffinatissimo multitasking del nostro cervello: nello stesso momento potrete asciugarvi i capelli, pettinarvi e parlare con la fidanzata. È o non è galattico? Peccato che, con la solita avvedutezza di sempre, il famoso carrier di telefonia mobile (che non intendo nominare per non fare pubblicità) a cui mi ero rivolto, mi abbia spedito fuori dalla sua sede in un battibaleno, pregandomi di non farmi mai più rivedere... Poi ci credo che il mercato delle telecomunicazioni va in crisi... quando hanno delle idee innovative tra le mani se le lasciano scappare... (beh, di certo stavolta hai inventato qualcosa di più utile delle video-chiamate! NdBovas).
Avevo anche disegnato un ORIGINALISSIMO logo, ma stranamente
mi hanno detto che non avrei mai potuto usarlo...


A cura di:
Angelico Medaglia
Inventore incompreso (e disgraziato)










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